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ROMA – "Questa iniziativa legislativa nasce da una sfiducia per il modo in cui i giudici applicano le norme esistenti". Lo ha detto il presidente dell'Anm, Eugenio Albamonte, riferendosi alla proposta di legge sulla legittima difesa approvata nei giorni scorsi a Montecitorio. "In realtà non è così" ha aggiunto, spiegando che "i casi più eclatanti si sono conclusi quasi sempre con l'assoluzione". "L'intenzione è quella di ridurre gli spazi di discrezionalità dei giudici, ma invece sono stati introdotti elementi, come quello sul 'grave turbamento psichico', che ampliano questo spazio", ha detto ancora. Quanto ai dubbi e alle perplessità del segretario del Pd sull'introduzione di un limite temporale, quello notturno, Albamonte ha sottolinato che "io sono abituato a commentare le norme scritte. Vedremo se questo punto sarà modificato".

Ipotesi più che possibile, viste le prese di distanza sulla nuova norma che continuano ad arrivare dopo quella dello stesso Matteo Renzi. Giudizi critici sono stati espressi ad esempio dal ministro della Giustizia Andrea Orlando, che in un'intervista a Repubblica ha ribadito di essere "contrario al principio che anima la discussione sulla legittima difesa":

E un passo indietro lo ha fatto oggi anche il relatore del testo, il pd Davide Ermini, parlando di un "difetto di comunicazione". "Abbiamo sbagliato noi a comunicarla così – ha osservato – per cui o riusciamo a comunicarla bene, spiegando con esattezza, oppure bisogna fare una correzione e un chiarimento per capire come stanno bene le cose". Il parlamentare ha insistito che sulla questione della notte come zona franca: "C'è stata molta confusione".

Tornando agli appunti mossi dall'Associazione nazionale magistrati, Albamonte ha chiarito che nella formulazione del provvedimento "c'è un equivoco di fondo" perché è "impossibile" sottrarre al vaglio della magistratura l'uccisione di una persona". "Se attraverso questa legge si vuole ipotizzare una situazione in cui a fronte dell'uccisione di una persona, seppur per legittima difesa, non ci sia un accertamento giudiziario, noi diciamo che questo è impossibile", ha sottolineato, precisando ulteriormente che "l'idea che da oggi in poi se uno si difende non sarà più messo sotto processo è una idea scorretta ed è impossibile".

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