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Per tagliare il costo del lavoro del 30% ed essere più competitive sul mercato, alcune aziende non virtuose del comparto del marketing operativo hanno adottato una contrattazione pirata con retribuzioni più basse e differenze territoriali che reintroducono le gabbie salariali: è questa la denuncia di ANASFiM, associazione di categoria affiliata a Confesercenti presieduta da Nicola Augello che annovera tra i suoi associati le più importanti aziende del field marketing – un settore che, tra promoter e merchandiser, in Italia da lavoro ad oltre 100.000 persone – e raggruppa circa 60 imprese, rappresentando circa 2/3 del mercato di riferimento.

L’occasione per questa denuncia pubblica è stata il workshop «CCNL di riferimento, regolarità contributiva e responsabilità solidale nel settore del marketing operativo» che si è tenuto mercoledì a Roma presso la sede di Confesercenti, in cui esperti del settore ed esponenti del Ministero del Lavoro e degli Enti Ispettivi si sono confrontati con le parti sociali (presenti anche i rappresentanti di Fisascat Cisl e UilTUcs), sottolineando il rischio di rivendicazioni e di sanzioni per le stesse aziende committenti/appaltanti.

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