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In sei mesi possiamo fare la fusione, operativi entro la prima metà del 2018

FINANZA Banche venete: Mion, entro il mese risposte Ue, così torneremo a correre

Pubblicato il: 06/05/2017 18:09

La risposta delle autorità europee per far partire la fusione tra la Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca potrebbe arrivare entro la fine di maggio. Ad annunciarlo è il presidente dell'istituto vicentino, Gianni Mion che spera in una conclusione positiva dell'esame sul dossier. ''La discussione sul piano industriale continua -spiega all'Adnkronos- ci sono approfondite verifiche in corso e finchè si parla vuol dire che c'e' speranza. La pronuncia potrebbe arrivare entro la fine di maggio''.

In pratica si attende il via libera al piano industriale e si dovrà determinare quanto capitale potrà garantire lo Stato italiano. Analisi e verifiche che devono tenere conto della normativa sugli aiuti da parte dei paesi membri e delle stime della Bce che indicano una fabbisogno di circa 6,4 miliardi.

Sullo sfondo i bilanci dei due istituti: insieme hanno chiuso il 2016 con un rosso complessivo di quasi 3 miliardi e mezzo. E l'attesa non aiuta a pianificare azioni o a convincere i risparmiatori a puntare sulle due banche. ''In una situazione come questa -dice Mion- sicuramente la timidezza ad avvicinarsi agli istituti c'e', ma il dato positivo è che gli azionisti che hanno aderito all'offerta hanno lasciato i soldi in banca''. Come a dire che le potenzialità per ripartire alla grande e velocemente ci sono tutte in un territorio ad alta vocazione imprenditoriale come quello dove operano Bpvi e Veneto banca. ''se arriverà il via libera -sottolinea- credo che una fusione di questo tipo tecnicamente si possa fare in sei mesi, certo ci vorrà più tempo dal punto di vista operativo', ma non credo oltre la metà del 2018''.

Nel frattempo i due istituti stanno già lavorando alacremente per farsi trovare pronti e non perdere neanche un giorno. '' La fortuna di queste banche -dice- è che il management è di altissimo livello e anche se operazioni come queste sono sempre complesse, la convergenza è già in moto, le piattaforme informatiche sono le stesse''.

Ovviamente non saranno tutte rose e fiori a cominciare dalla razionalizzazione dei costi che non potrà non riguardare anche il personale ''non nascondo -dice- che si dovrà ricorrere a delle forme di solidarietà – ma dopo la banca potrà tornare a correre e a competere sul mercato ad armi pari''. Prima ci sarà il duro lavoro per recuperare ''quell'affidabilità che ha perso in questi due anni, ma poi non avrà nulla da invidiare agli altri istituti. Sarà una banca che farà meglio e in modo più efficiente ed efficace quello che ha fatto fino ad oggi, puntando forte sull'utilizzo delle nuove tecnologie''.

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