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Rakhmat Akilov, il presunto autore dell’attacco di Stoccolma di venerdì scorso, ha confessato: sarebbe lui il responsabile della strage a Drottinggatan. L’uzbeko, al quale era stato negato l’asilo ed era latitante dallo scorso 13 febbraio, ha detto alle autorità svedesi di avere «realizzato ciò che si era proposto di fare» e di avere agito per «vendicare i bombardamenti sull’ Isis». L’uomo ha inoltre detto di avere pianificato l’attacco, eseguendo anche una ricognizione della strada pedonale scelta per la strage.

«Ho investito degli infedeli», avrebbe dichiarato l’uomo dicendo di aver ricevuto ordini diretti da membri del gruppo jihadista in Siria e invocando la fine dei bombardamenti nel Paese in guerra. Lo riportano i quotidiani svedesi Afronbladet ed Expressen.

E I servizi di sicurezza svedesi stanno monitorando da vicino i militanti dell’estrema destra per evitare possibili vendette dopo l’attacco di Stoccolma. Lo ha reso noto il capo dell’intelligence Anders Thornberg alla tv pubblica. «Le cose sono in evoluzione. Ci sono conversazioni in cui si parla di farsi giustizia da soli. Molti sono arrabbiati, si parla di vendetta e di violenza», ha sottolineato il responsabile della Säpo.

Nella sola Stoccolma vivono alla macchia almeno tremila esuli non riconosciuti colpiti da provvedimento d’espulsione. In tutto il paese sono tra 50 e 60 mila.

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