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LUCCA – L'America è tornata. Il vertice dei ministri degli Esteri del G7 che si tiene oggi e domani a Lucca doveva essere soltanto una tappa in preparazione del summit dei capi di governo a Taormina di fine maggio. E invece la crisi siriana ha trasformato Lucca in una tappa importante per la rielaborazione della politica degli Usa e dei loro alleati per Siria e Medio Oriente. L'amministrazione americana ha scelto Lucca innanzitutto per dar forma politica alla svolta militare che Donald Trump ha deciso sulla Siria. Per questo Washington ha chiesto all'Italia di mettere la Siria al primo punto delle discussioni oggi a Lucca, e soprattutto di allargare domani mattina ad alcuni ministri del Medio Oriente l'incontro fra i 7 ministri occidentali (i membri del G7 sono Usa, Germania, Francia, Gran Bretagna, Italia, Canada, Giappone).
Rex Tillerson, il segretario di Stato Usa, ha fatto invitare a Lucca dall'Italia i ministri degli Esteri di Turchia, Qatar, Arabia Saudita, Giordania ed Emirati Arabi per rafforzare il fronte dei paesi che vogliono contenere Russia e Iran nel loro sostegno incondizionato a Bashar al-Assad.
Dopo l'attacco chimico alla cittadina di Khan Sheikhoun che ha ucciso più di 80 civili, Trump giovedì notte aveva ordinato di bombardare la base aerea da cui era partito il caccia siriano con le bombe al gas nervino. Una base sui cui sono presenti anche aerei russi; per questo Washington ha accusato Mosca, sostenendo "o siete complici oppure siete incompetenti, perché i siriani hanno usato le armi chimiche sotto il vostro naso".
In Siria, gli Usa e i paesi della coalizione anti-Isis colpiscono le postazioni dello Stato Islamico, ma fino ad oggi non avevano mai colpito le basi del regime di Assad. L'attacco militare americano della scorsa settimana ha avviato una nuova dinamica politica: a Lucca gli americani chiederanno un nuovo impegno alle trattative diplomatiche che Staffan De Mistura guida per conto dell'Onu a Ginevra, un negoziato in cui però questa volta l'America tornerà a sostenere con maggior forza l'uscita di scena di Assad.

Dice Tillerson che "sono in corso dei passi per organizzare una coalizione per rimuoverlo dal potere, anche se il primo obiettivo degli Usa nella regione è quello di combattere l'Isis". Tillerson ha confermato che dopo Lucca il 12 aprile volerà a Mosca per il primo incontro diretto con il suo collega Lavrov e con il presidente Vladimir Putin: dopo anni in cui l'amministrazione Obama di fatto aveva rinunciato a guidare la politica internazionale sulla crisi siriana, il vertice di Lucca potrebbe dare a Tillerson le carte per chiedere a Mosca una maggiore collaborazione sulla crisi.

Usa attaccano la Siria: le immagini della base aerea distrutta dai missiliArticolo Originale

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