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Dai campi fangosi e senza tribune di Promozione ai play off per la Serie B in soli cinque anni. È il miracolo calcistico della Giana Erminio, squadra rivelazione del girone A di Lega Pro che, complice il pareggio strappato in extremis ad Arezzo, da oggi è matematicamente qualificata agli spareggi per la cadetteria.

Cento otto sono gli anni di storia della squadra di Gorgonzola, comune di ventimila abitanti a nord est di Milano. Un club ricco di storia e soprattutto di storie, Cesare Albè il tecnico sessantasettenne con un passato da impiegato alla Siemens, siede sulla panchina biancoazzurra da ventidue anni, mentre il presidente Oreste Bamonte è in carica insieme alla famiglia dal 1985. Esempio raro in Italia di una società sana che tuttavia pur facendo parte del calcio professionistico non rinnega le proprie tradizioni.

Si chiama Giana Erminio per ricordare Erminio Giana, un ragazzo del paese, deceduto durante la Prima Guerra Mondiale. Ponte san Pietro, San Colombano, Grumellese e Mario Zanconti. È in queste realtà dilettanti che la Giana ha pescato la quasi totalità della sua rosa. Giovani calciatori emergenti che durante il giorno si dividono tra gli allenamenti e il lavoro in azienda. Come l’attaccante Aldo Ferrari, che la mattina lavora in fabbrica e il pomeriggio si allena. «Alla Giana gioca chi si impegna», è questo il motto di Albè che ha incominciato ad allenare partendo dai campi dell’oratorio. Tolti i veterani Alex Pinardi, regista da 100 presenze in A e Salvatore “Sasà” Bruno, bomber di razza in passato con Brescia e Modena, la vera sorpresa di questa stagione si chiama Gullit Okyere, 29 anni attaccante bresciano di origine ghanese. Acquistato in estate dalla Grumellese in Serie D, ha trascinato la Giana a suon di gol, sconfiggendo avversarie blasonate come Alessandria e Livorno, sino al quinto posto attuale. Un sogno avverato, ma ancora tutto da vivere. Una bella favola nata tra dilettanti e continuata con semplicità e successo tra professionisti.

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