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Pur di scongiurare una guerra commerciale con gli Stati Uniti, la Cina tende due ramoscelli d'ulivo a Washington: offrirà all'amministrazione Trump un "miglior accesso" agli investimenti americani nel settore finanziario cinese, estremamente chiuso, e porrà fine al divieto di importazione di carne americana, in vigore dal 2003. Queste, secondo il Financial Times le prime carte che Pechino getta sul tavolo dei 100 giorni di negoziato con Washington dopo l'incontro, giovedì scorso in Florida, tra Donald Trump e l'omologo cinese Xi Jinping.

Miglior accesso agli investimenti Usa

Per quanto riguarda il primo caso, gli investitori stranieri non possono detenere pacchetti di maggioranza in società di assicurazioni e finanziarie cinese e quindi l'apertura di questo mercato interesserebbe i colossi Usa. Questa concessione era già stata discussa durante l'amministrazione Obama nell'ambito del cosiddetto 'Bilateral Investment Treaty' (Bit), non concluso in tempo e su cui Trump non si è espresso.

Divieto di importazione carne Usa in Cina

Sulla seconda concessione, la fine del divieto di importare carne Usa, funzionari di Pechino hanno aggiunto che la Cina è pronta ad aggiungere anche l'acquisto di maggiori quantitativi di grano ed altri prodotti agricoli Usa per cercare di ridurre la tensione causata dal surplus da 347 miliardi di dollari annui della bilancia commerciale cinese.

Usa-Cina, uno scontro a colpi di fioretto

Trump vorrebbe però anche ottenere una forte riduzione del dazio del 25% applicato dai cinesi alle auto importate dagli Usa. Pechino in cambio vorrebbe che sia garantita una maggiore protezione ai suoi investimenti in America, che lo scorso anno hanno superato i 45 miliardi di dollari e che Washington allenti i freni all'export su alcuni prodotti hi-tech. Pechino potrebbe seguire la stessa strada, scrive il Ft, aperta negli anni '80 dal Giappone. Questi sono solo i primi 'affondi' di fioretto negoziale e si vedrà che si rivelerà il più abile schermidore tra la Cina e gli Stati Uniti.

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