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"E preghiamo per le vittime dell'attentato compiuto purtroppo oggi, questa mattina, al Cairo, in una chiesa copta". Quando gli viene porto il foglietto da leggere, papa Francesco, dal sagrato di San Pietro, ha appena ricordato le vittime dell'attentato di Stoccolma e, a giudicare dall'espressione del suo viso, apprende solo in quel momento dell'attacco alla chiesa copta a nord del Cairo, che ha causato finora 30 morti e una settantina di feriti. "Al mio caro fratello, Sua Santità Papa Tawadros II, alla Chiesa Copta e a tutta la cara nazione egiziana – aggiunge papa Bergoglio – esprimo il mio profondo cordoglio, prego per i defunti e per i feriti, sono vicino ai familiari e all'intera comunità. Il Signore converta il cuore delle persone che seminano terrore, violenza e morte, e anche il cuore di quelli che fanno e trafficano le armi". L'ombra del terrorismo si è stesa dunque sull'Egitto, dove papa Francesco si recherà il 28 e 29 prossimi. Il 28 per una occasione davvero storica: la partecipazione di un papa e di altri leader cristiani alla Conferenza internazionale per la pace organizzata dalla università di al-Azhar, il principale centro dell'islam sunnita nel mondo. A messa finita, intorno alle 13, si è appreso inoltre di un attentato alla chiesa di San Marco ad Alessandria, dove sembra che proprio Tawadros II – capo della chiesa ortodossa copta, maggioritaria in Egitto – avesse celebrato subito prima dell'attentato.

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