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CROTONE – Non è un miracolo, ma la più grande sorpresa del campionato. Il Crotone batte l'Inter, tutto vero, tutto giusto. C'è ancora vita su Marte, nel senso che la lotta per la salvezza è aperta, con i calabresi che vanno a -3 dall'Empoli. C'è ben poca vita invece tra le maglie interiste, oggi di nuovo quelle orrende che sembrano una bibita in lattina o un detersivo: la caduta di Crotone è fragorosa e meritata, e rinnova i dubbi sulla tenuta di una squadra che in realtà è in grossa flessione da alcune settimane. Non a caso ora l'Inter precipita al settimo posto e in questo momento, a sette giornate dal termine del torneo, è fuori dall'Europa.
E' tutto chiaro fin dai primi istanti, come spesso avviene. Basta guardare l'atteggiamento, la voglia, l'intensità che le squadre sprigionano in campo. Semplicemente, l'Inter gioca il suo peggior primo tempo della stagione, neppure ai tempi di De Boer si era vista una miseria simile; di contro, il Crotone disputa i migliori 45 minuti della sua breve storia in serie A, e il risultato è un primo tempo che potrebbe finire anche 3-0. Inter molle sulle gambe e priva di qualsiasi reattività, per giunta la formazione è sbagliata, con pochissima qualità in mezzo con la coppia Medel-Kondogbia e il terribile Murillo di nuovo riportato al centro della difesa. Crotone aggressivo e veloce sulle fasce, coi tempi giusti dettati in mezzo da Barberis e Trotta-Falcinelli a incrociare e a giocare di sponda. Primo pericolo per Handanovic al 2', col portiere che esce sui piedi di Rosi lanciato a rete da Falcinelli. Inter incapace di reagire o di creare gioco, finché si arriva al 17' quando basta un triangolo sulla trequarti sinistra Trotta-Stoian-Trotta, col rumeno che restituisce il pallone di tacco, per far stramazzare a terra in velocità ben tre interisti: Murillo, Miranda e Medel, poi il cileno dal prato tocca con la mano sul dribbling di Trotta ed è rigore, che Falcinelli trasforma con un sinistro rasoterra.

Non finisce qui, perché 5' dopo è un altro ampio triangolo, stavolta partito da centrocampo, Stoian-Trotta-Falcinelli, per lanciare in campo aperto il centravanti, completamente dimenticato da Murillo: Falcinelli entra in area da sinistra e ancora di sinistro scucchiaia sotto l'incrocio opposto, ed è un gol magnifico che fa tremare lo stadio Enzo Scida, nessuno da queste parti aveva conosciuto una simile gioia in serie A. Crotone non crede ai suoi occhi, ma è opportuno che lo faccia, perché è tutto vero, l'Inter non reagisce e non c'è, esala l'unico tiro in porta del tempo con Banega (26', destro centrale da fuori) e subisce ancora. Pioli tardivamente varia l'assetto, passando a un 3-4-3 con Murillo-Medel-Miranda e Banega arretrato in regia, ma non cambia nulla, anzi il Crotone sfiora il terzo gol: al 39' Rohden lancia Martella sul secondo palo e la conclusione del terzino è a lato; al 40' altro contropiede sulla sinistra, difesa interista altrove, chiude il sinistro Rohden ma trova Miranda, quasi sulla linea, a salvare la porta.

Pioli prova a riparare i danni schierando l'Inter più offensiva che può nella ripresa: fuori Ansaldi e Murillo, dentro Eder e Palacio per un 3-4-2-1 con Candreva e Perisic esterni di difesa e d'attacco al tempo stesso. Ora il Crotone sceglie i suoi sentieri più consoni, quelli della difesa molto bassa e dei rilanci in contropiede, e a lungo non corre pericoli, a parte un destro volante di Perisic al 13' che termina a lato di poco dando l'illusione del gol. Ma dalli e dalli, la pressione interista a qualcosa approda. Prima a una serie di corner, poi da un corner di Candreva ecco l'1-2: Kondogbia sul primo palo gira di testa dalla parte opposta, irrompe D'Ambrosio e realizza da pochi passi (20'). Ora l'Inter produce il suo sforzo supremo, il Crotone si flette, appare privo di forze e subisce: sinistro di Candreva al 26', centrale; gran destro da fuori area di Eder, e palo interno alla destra di Cordaz, per la migliore occasione nerazzurra; altro destro di Palacio al 32', e stavolta Cordaz respinge. Nell'ultimo quarto d'ora il Crotone riesce a riemergere dall'arrocco o se non altro a spingere qualche contropiede efficace, come quello che al 40' porta Acosty alla conclusione dal fuori area, ma Handanovic è bravo a deviare in tuffo. Ultimi minuti col cuore in gola, l'arbitro Guida concede sei minuti di recupero, lo "Scida" frigge nell'ansia. Al 91' c'è un tiro di Miranda in mischia che sfiora il pareggio. Ma anche l'Inter non ne ha più, e l'ultimo occasione arriva al 98', nel recupero del recupero, ma la punizione di Eder termina fuori. E' la fine. Il miracolo è compiuto, e c'è addirittura una piccola invasione di campo. Sopra, sulle tribune, lo stadio trema. Che giornata, per tutta la Calabria.

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