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BOLOGNA – Per quanto ferita da un'eliminazione lancinante nel doppio derby di Coppa, la Roma in campionato continua la sua corsa e resta a sei punti dalla Juventus. Lo fa vincendo con merito a Bologna, senza effetti speciali, senza sciorinare il suo sin eccessivo superiore tasso tecnico, semplicemente con la forza dei suoi muscoli e con la pazienza di chi sa che il momento buono per colpire, prima o poi, arriverà. Bologna-Roma, il film della partitaLe cilindrate, del resto, sono diversissime. Per questo Bologna che somiglia ad un'utilitaria sfibrata da troppi km, la Roma deve apparire una fuoriserie. Ugualmente, l'umiltà e l'ordine che i rossoblù ci hanno messo da subito, con un atteggiamento ben diverso per fortuna da quello mostrato una settimana fa a Firenze, hanno reso la partita inizialmente equilibrata. E pure abbastanza leggibile tatticamente, fors'anche per via dei ritmi tutt'altro che incessanti impressi dai giallorossi. Che avevano Dzeko a muoversi fra Gastaldello e Maietta, El Shaarawy dalla parte di Krafth e Salah da quella di Masina, con Nainggolan sul quale centralmente agiva Pulgar, mentre Nagy era opposto a Strootman e Dzemaili a De Rossi.

Roma sorniona, Bologna con un Verdi pimpante, l'unico dei tre davanti che oltre a far gioco provava anche a pungere. La partita si è sblocata su un angolo dopo 25', calciato da El Shaarawy, prolungato di testa da Manolas probabilmente con un rimpallo sul quale Fazio è stato lesto ad anticipare Krafth ed a colpire da distanza ravvicinata. Quest'anno il Bologna ha rimontato solo due volte, contro Palermo e Chievo e s'è capito subito che farlo di nuovo sarebbe stato complicatissimo. Tanto più con un Krejci lontanissimo dall'area e un Destro (fischiatissimo dai quasi tremila tifosi giallorossi durante la lettura delle formazioni) che pare da tempo narcotizzato. Il raddoppio, prima del finale del primo tempo, è nato da una verticalizzazione di Strootman, una giocata da rifinitore di prima di Dzeko che spalle alla porta ha smarcato Salah su cui Masina ha difeso male e sul quale Mirante è uscito senza non troppa convinzione. Il quinto gol dell'egiziano in tre gare contro il Bologna ha chiuso i giochi.

Nella ripresa, a causa di un guaio occorso a Verdi sul finire della prima parte di gara, Donadoni ha inserito Di Francesco, tenuto colpevolmente in panchina nonostante sia in questo momento fra i più in palla, a dispetto di un Krejci che appare invece svuotato. Da un cross dello stesso Di Francesco è nata una palla gol che, se sfruttata, avrebbe potuto almeno dare l'illusione che ci fosse una partita. Ma Dzemaili di testa ha colpito centralmente. Quattro minuti dopo con un bello scatto ancora Di Francesco ha mostrato che tenerlo fuori è stato un errore. Bella progressione ai danni di Manolas, destro in diagonale e palla sul palo. Due episodi, entrambi sfortunati per i padroni di casa. Che altro però non hanno fatto.

La Roma ha ripreso un po' stancamente a palleggiare, Donadoni ha inserito Petkovic provandolo con Destro, Spalletti ha tolto El Sharaawy chiamando in causa Perotti che poco dopo in una difesa che pareva una prateria ha appogguiato a Dzeko dopo un lungo lancio di Salah e il bosniaco a porta vuota ha segnato il 3-0. Non c'era più difesa. A cinque minuti dalla fine Spalletti l'ha levato dal campo e Totti, entrato al suo posto, è stato accolto dagli applausi sportivi e ammirati di uno stadio intero che avrebbe voglia di bel calcio e anche stavolta ha incassato, con la consueta signorilità, l'ennesima mazzata.

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