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FISCHIATI regista e direttore, applausi convinti solo per i due protagonisti e per il coro, al termine di 'Anna Bolena' di Gaetano Donizetti presentata ieri sera alla Scala, in una produzione del 2014 dell' Opera National de Bordeaux.

Il pubblico della Scala ha in sostanza bocciato lo spettacolo firmato da Marie-Louise Bischofberger con le scene astratte di Eric Wonder e i costumi d'epoca (ma quasi soltanto per i personaggi femminili) di Kaspar Glarner.

Uno spettacolo che poggia su una scena fissa, caratterizzata da un enorme muro grigio che occupa la scena, con un grande squarcio dalla forma di un quadrato appoggiato su uno dei vertici. Scena completata da pannelli che via via occupano spazi differenti per creare gli ambienti: a volte le stanze della regina, altre volte la brughiera dove Enrico VIII e la sua corte si avviano a una partita di caccia; infine anche il patibolo dove muore Anna Bolena, anche se l'esecuzione è dissimulata dietro un enorme velo nero.

I dissensi al Maestro romeno Ion Marin era stati preannunciati da un paio di 'no' gridato al suo rientro nella buca dell'orchestra prima del secondo atto. Alla fine, al calar del sipario, sono stati applauditi i comprimari, poi calorosi applausi per il coro scaligero, diretto da Bruno Casoni. Le prime decise salve di fischi e di 'buu' sono state per il basso Carlo Colombara (Enrico VIII) e anche Sonia Ganassi (Giovanna Seymour) non ne è stata esente, anche se per lei ci sono stati pure applausi. Battimani calorosi e convinti invece per i due protagonisti principali: il soprano Hibla

Gerzmava nei panni di Anna Bolena e il tenore Piero Pretti (Percy), i due ruoli per i quali Donizetti nel 1830 aveva composto l'opera (in soli 30 giorni) pensando alle straordinarie voci di Giuditta Pasta e Giovanni Battista Rubini.

Ma quando la compagnia di canto ha fatto posto al Maestro Marin il pubblico della Scala (non soltanto i loggionisti) ha fischiato e ha poco dopo moltiplicato i dissensi quando sono entrati al proscenio gli autori principali: regista e scenografo.

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