CONDIVIDI

Giuliano Pisapia chiude la porta: non si alleerà con il Pd di Matteo Renzi e non correrà alle prossime elezioni. Finisce male la lunga trattativa tessuta con i Dem. Non sortiscono alcun effetto neanche i contatti delle ultime ore con lo stesso Renzi.

La scelta del Pd di inserire lo ius soli al’ultimo posto nel calendario del Senato è la goccia – spiegano da Campo progressista – che fa traboccare il vaso. E dopo ore di riunione con i suoi, l’ex sindaco ufficializza il suo personale passo indietro: «Ci abbiamo provato ma è impossibile proseguire nel confronto con il Pd». Gli esponenti di Cp prendono ora due diverse strade: gli ex Sel guardano a Liberi e uguali di Pietro Grasso, i centristi dialogano ancora con il Pd. Saranno loro – spiegano dal Nazareno – a costruire la `gamba´ di sinistra della coalizione Dem, con Verdi e Socialisti. Ma nel Pd c’è grande preoccupazione: «Siamo davanti a un burrone», dice la minoranza. La scelta di Pisapia matura dopo lungo travaglio: per ore si confronta con i suoi.

Quella di Giuliano Pisapia «non è stata una defezione, perché Pisapia non aveva deciso. Aveva studiato il campo e poi ha concluso che non era cosa». Lo dice Romano Prodi comparando la situazione dell’ex sindaco di Milano con quella avvenuta tra lui «e Fassino quando la colla non ha funzionato». «Il processo va avanti. Si tenterà di nuovo perché è un processo importante ed utile al Paese. Pisapia ha esplorato e non ha trovato in se stesso o nel gruppo di riferimento motivazioni per andare avanti. E questo mi dispiace», conclude.

Licenza Creative Commons
Alcuni diritti riservati.Articolo Originale

Rispondi