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In Italia i dipendenti a termine raggiungono un nuovo record storico: gli occupati a tempo determinato nel terzo trimestre del 2017 risultano pari a 2 milioni 784 mila. Lo rileva l' Istat, si tratta del livello più alto dall'inizio della serie, avviata nel quarto trimestre del 1992. Quindi si tocca il valore massimo da almeno 24 anni. Nell'ultimo trimestre crescono del 3,9% su base congiunturale e del 13,4% su base annua.

Nel terzo trimestre, quello estivo, il tasso di disoccupazione è rimasto stabile all'11,2%, lo stesso livello del trimestre precedente, quando si è toccato il valore più basso dal quarto trimestre del 2012. L' Istat spiega che il tasso risulta stazionario dopo due cali consecutivi. A confronto con l'anno prima invece la disoccupazione diminuisce di 0,4 punti.

I disoccupati si attestano a 2 milioni 909 mila, anche qui pressoché stabili sul trimestre precedente (+0,1%). Se si guarda al dato grezzo, non corretto per gli effetti di calendario, nel terzo trimestre il tasso di disoccupazione si ferma al 10,6%, con una riduzione su base annua delle persone in cerca di lavoro pari a 71 mila unità (-2,5%). Analizzando le diverse fasce d'età, si rilevano diminuzioni sia per i 15-24enni (tasso al 32,3%, -2,2 punti su base annua) che per i 25-34enni (al 15,9%, -1,3 punti).

L'occupazione continua la sua crescita: nel terzo trimestre le persone a lavoro aumentano rispetto al trimestre precedente di 79 mila unità (+0,3%) che su base annua diventano 303 mila (+1,3%). Il tasso di occupazione, pari al 58,1%, risulta il più alto dal primo trimestre del 2009. La crescita congiunturale dell'occupazione, spiega l'Istat, è «dovuta all'ulteriore aumento dei dipendenti (+101 mila, +0,6%), soltanto nella componente a tempo determinato a fronte della stabilità del tempo indeterminato».

Continuano invece, fa presente l'Istituto, «a calare gli indipendenti (-22 mila, -0,4%)». Il tasso di occupazione cresce di 0,2 punti rispetto al trimestre precedente, recuperando, appunto, i livelli post-recessione, come dimostra anche il numero assoluto delle persone con un lavoro, pari a 23 milioni 74 mila (anche qui un nuovo massimo, il valore più alto dalla fine del 2008). In generale l' Istat fa notare come come la crescita dell'occupazione riguardi «entrambi i generi e tutte le ripartizioni ed è più intensa per le donne e nel Mezzogiorno». Inoltre, si evidenzia nel report su terzo trimestre, «torna a crescere l'occupazione per i giovani 15-34 anni e il relativo tasso di occupazione, sia in termini tendenziali sia congiunturali».

Centomila 'scoraggiati' in meno in un anno. Si tratta delle persone classificate come 'inattive', che vorrebbero lavorare ma non cercano un impiego perché ritengono di non riuscire a trovarlo. La riduzione ormai prosegue «ininterrotta da dieci trimestri» ma i ritmi si fanno sempre «più intensi», portando nel terzo trimestre il ribasso al 5,7% (-101 mila unità). Tuttavia il numero assoluto resta ancora elevato, pari a 1 milione 651 mila, soprattutto tra le donne: le 'sfiduciatè sono oltre un milione.

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