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Da Facebook: Movimento Uguali e Partecipi

Prima grana per Pietro Grasso. Il presidente del Senato non ha neppure finito di presentare la sua nuova formazione politica della sinistra radicale che già arrivano le prime accuse. Di plagio. Ebbene sì, nel mirino è finisto proprio quel "Liberi e uguali", che secondo il sacerdote palermitano Felice Lupo (che, ironia, è proprio il parroco dell'ex pm) ricorda troppo quello da lui stesso lanciato 5 anni fa alle elezioni siciliane, "Uguali e partecipi".

In realtà, per stessa ammissione di padre Lupo, lui stesso si è ispirato ad altri, al celebre appello ai “liberi e forti” che sancì la nascita del Partito popolare nel 1919. Però don Sturzo non è più qui a minacciar querela. L'avvocato e presidente di UeP, Flavia Odoroso, invece sì.

Odoroso, a proposito di Liberi e uguali, ha auspicato che "questa nuova realtà politica si esprima con un dialogo costruttivo, operando per una sana politica gestita da politici sani". Nel contempo, però, il presidente di Uguali e partecipi ha rivendicato la paternità della sigla elettorale di Uguali. "A scanso di equivoci (se non accuse di plagio) occorre precisare che già esiste un movimento socio-politico di ispirazione cristiana chiamato, come da atto costitutivo, Uomini nuovi per una società di Uguali e Partecipi, o UeP, Uguali e Partecipi, dal che si potrebbe ipotizzare una presunta parziale copiatura del logo che lo rappresenta".

Secondo il presidente di UeP, la somiglianza tra Uguali e partecipi e Liberi e uguali potrebbe generare confusione tra gli elettori. "Il movimento Uguali e Partecipi, sorto nel 2012, a causa della mancanza di novità e originalità del nome del nuovo soggetto politico, Liberi e uguali, sorto nel 2017, intende scongiurare il rischio di essere danneggiato dalla confusione del nome del soggetto politico e tra i due loghi che rispettivamente ne rappresentano il nome o, peggio, dal rischio di patire una futura accusa di plagio".

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