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Dalla City londinese verso le continentali Francoforte e Parigi. Sono bastati due tweet di Lloyd Blankfein, il banchiere capo supremo di Goldman Sachs per alzare il velo sulle strategie post Brexit della più famosa, assieme alla Jp Morgan, delle banche d'affari americane. Fonti confermano che la reginetta di Wall Street ha deciso di trasferire buona parte dei suoi 6.000 dipendenti che lavorano nel miglio quadrato finanziario della capitale britannica verso le due più grandi città europee per consentire al gruppo di mantenere il passaporto comunitario per le sue operazioni continentali.

Lo scorpo mese, con un Tweet, Blankfein aveva mostrato apprezzamento per Francoforte facendo preoccupare Londra e mettendo sotto ulteriore pressione il premier britannico Theresa May. "Ho appena lasciato Francoforte. Grandi incontri, bel tempo, mi è piaciuto. Un bene, perché trascorrerò molto più tempo qui", ha scritto il banchiere americanoaggiungendo alla fine del cinguettio l'hashtag #Brexit. Il messaggio sul sito di microblogging – una cosa rara per il Ceo di Goldman, che ne ha scritti solo una ventina in totale – è arrivato mentre il mondo della finanza con sede a Londra si domanda se riuscirà a vendere i suoi prodotti e servizi nello spazio economico europeo anche dopo l'uscita della nazione d'Oltremanica dalla Ue.

Non è un caso che le aziende chiamate in causa stiano studiando il da farsi prendendo in considerazione il trasferimento, almeno in parte, delle loro attività a Francoforte (Germania) e/o a Parigi (Francia). Il tweet di Blankfein è arrivato qualche settimana dopo indiscrezioni secondo cui la sua banca ha siglato contratti d'affitto per un grattacielo a Francoforte (la torre Marienturm, attualmente in costruzione) che consentirebbe di ospitare mille dipendenti, un ammontare cinque volte più grande del personale attuale nella città tedesca. Ieri il cinguettio-bis, endorsement nei confronti di Parigi, stavolta. "Grande energia positiva qui a Parigi", ha scritto.

"I leader del governo e gli imprenditori sono impegnati nelle riforme economiche e hanno compiuto primi passi positivi. E il cibo è buono", ha aggiunto Blankfein. Morgan Stanley e Citigroup, il gruppo finanziario nipponico Sumitomo Mitsui, Daiwa Securities e Nomura e la britannica Standard Chartered hanno già fatto le valigie per la capitale della Renania. Mentre la JPMorgan di Jamie Dimon e Bank Of America hanno scelto invece Dublino, generosa in quanto a corporate tax, anche se intendono trasferire il ramo commerciale a Parigi. Il fuggi-fuggi dalla City è appena iniziato.

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