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Attorno ai Bitcoin è scoppiata l’ennesima guerra di religione tra quelli che li amano e coloro che invece li vedono come fumo negli occhi. Il dibattito è più forte che mai. Russia e Cina li hanno banditi, gli Stati Uniti stanno provando a disciplinare l’utilizzo. L’Europa resta a guardare. Per alcuni osservatori sono un enigma che la Bce non è ancora riuscita a decifrare. Per capire davvero se si tratta di un fenomeno positivo o negativo è necessario separare gli aspetti tecnologici da quelli puramente finanziari.

Moneta emessa e governata da un data base informatico

Dal punto di vista tecnico i Bitcoin sono una moneta elettronica emessa non da un ente centrale, come per esempio una banca, ma da un database informatico distribuito tra i nodi della rete e protetto da crittografia. Da qui il termine criptovalute utilizzato talvolta per indicarli. Un ruolo cruciale viene svolto dalla blockchain ovvero da un registro elettronico distribuito in rete che conserva traccia di tutte le transazioni in Bitcoin garantendo la massima sicurezza per i possessori della moneta. Questo è il vero aspetto rivoluzionario della tecnologia. Per la prima volta nella storia è possibile regolare transazioni economiche tra persone, residente anche in Stati diversi, direttamente senza intermediari finanziari.

Possibile sistema monetario senza banche centrali e private

In estrema sintesi dunque la tecnologia consente di disintermediare completamente un sistema monetario sia sul fronte dell’emissione (creazione della moneta) che sul fronte della gestione delle transazioni tra i singoli. E’ facile comprendere perché i Bitcoin sollevano l’entusiasmo di tutti coloro che vedono nelle banche centrali e in quelle private il male nel mondo.

Tecnologia con opportunità inesplorate che attira investimenti

Ma al di là di questi aspetti fantapolitici è innegabile che sono le stesse banche a vedere nella blockchain una tecnologia con enormi potenzialità, che può essere utilizzata anche in ambiti ancora inesplorati. E non è un caso quindi che alcuni tra i principali istituti bancari del mondo stiano investendo milioni di dollari in startup specializzate in questo campo. Da un lato la necessità di proteggersi dal pericolo emergente, dall’altro quello di posizionarsi strategicamente per sfruttare nuove opportunità di business.

Bitcoin fenomeno finanziario

Fino ad ora però i Bitcoin hanno fatto parlare di sé più dal punto di vista finanziario che non da quello tecnologico. Dal momento della nascita la quotazione in dollari ha registrato una cavalcata con pochi precedenti nella storia. A ottobre del 2017 hanno raggiunto e superato quota 5000 dollari. La crescita non è stata però lineare ma costellata da molti alti e bassi.

Crescita del valore del Bitcoin senza reali motivi economici

La domanda di fondo è: perché le quotazioni hanno raggiunto un valore così alto? Una risposta non esiste. Il valore di un prodotto finanziario (una azione, un titolo di stato, una valuta) dipende dai fondamentali economici sottostanti. La stessa cosa non si può però dire per i Bitcoin il cui valore è legato solo ed esclusivamente alle aspettative della domanda e dell’offerta sull’evoluzione futura dei prezzi. Proprio per questo motivo sono una pura scommessa finanziaria, pura speculazione.

Strumenti pericolosi per i piccoli risparmiatori

I piccoli risparmiatori attratti dalla corsa dei Bitcoin dovrebbero pensarci bene prima di investire in questa valuta e soprattutto essere consapevoli che è un azzardo, una lotteria. La storia è ricca di bolle finanziarie. Nel 1600 in Olanda impazzirono per i bulbi di tulipano che arrivano a valere più di una casa. Crollarono all’improvviso mandando in rovina migliaia di persone. Come noto gli eventi spesso tendono a ripetersi nel corso dei secoli.

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