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"28 ottobre. Se la marcia non si farà, guerriglia sarà!". Dopo il divieto ufficiale arrivato dal Viminale e dalla Questura di Roma si surriscada il clima tra i militanti di estrema destra in vista dell'annunciata (e vietata) "marcia dei patrioti" di Forza Nuova. Il post in cui si minaccia la guerriglia urbana compare sulla pagina Fb di Maurizio Boccacci, storica figura di spicco della destra extraparlamentare italiana, già fondatore del Movimento politico occidentale, poi leader della formazione neonazista Militia e condannato per ricostituzione del partito fascista e istigazione all'odio razziale.

Tornato recentemente sulla scena, Boccacci, presenza fissa nell'aula bunker di Rebibbia per sostenere durante il processo di Mafia Capitale l'amico Massimo Carminati, era in piazza nel giugno scorso vicino al Senato quando 200 camerati si sono scontrati con le forze dell'ordine per protestare contro la legge sullo Ius Soli (che approdava in Parlamento). C'è anche lui, vecchio capo dei naziskin romani, tra i militanti che si preparano a violare il divieto alla manifestazione forzanovista del 28 ottobre all'Eur: il messaggio che ha postato Boccacci sul social network dà la misura del braccio di ferro che i neofascisti hanno ingaggiato, in segno di sfida, contro lo Stato. E di quanto adesso dalle dichiarazioni politiche si stia passando a slogan decisamente più ruvidi.

"C'è fa fare solo una cosa…..comportarsi come in Spagna, milioni di persone in piazza, e spaccare il culo a chi ci intralcia!!!", scrive sulla pagina di Forza Nuova Giuseppe De Filippis. "Dai unione fa la forza arrivano dalla germania amici ultras e skin del borussia dortmund", è il post di Mauro Oglina. Secondo l'utente Fabio Massimo Zalaffi "serve una marcia come negli anni '20 (la data del 28 ottobre è stata scelta volutamente per ricordare il 28 ottobre 1922, ndr). Ma oggi servirebbero anche aerei e carri armati…". "Il 28 bisogna agire!", scrive Alfredo Mosca. Tra i tanti militanti che hanno commentato con insulti il divieto arrivato da Minniti, c'è chi, come l'utete Toni Barcellona, scrive "a noi non servono autorizzazioni!". Altri minacciano: "Forza, spacchiamo il c…". "Schiacciamo quei bastardi!".

Che Forza Nuova intenda andare fino in fondo nella sua prova muscolare lo dice chiaramente anche il leader, Roberto Fiore. "Il 28 saremo in piazza, è una questione di principio" – scrive sotto lo slogan "A ROMA PER LE LIBERTÀ POLITICHE DEGLI ITALIANI". "Le dichiarazioni di Minniti dimostrano una volontà anti-storica e anti-italiana tipica di un governo sulla via del tramonto. Ritengo che, dopo 95 anni dalla marcia su Roma, ciò che è stato proibito per le generazioni passate e per la mia non lo possa essere più per la generazione dei miei figli, che con Forza Nuova o senza Forza Nuova vogliono manifestare un qualsiasi "28 ottobre" dell'anno". E infine: "Confermo la decisione del nostro movimento di manifestare e di portare a Roma il 28 ottobre la protesta civile e pacifica di tutti i patrioti che non intendono sottostare ad un sistema corrotto e servo delle lobby anti-nazionali".

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