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A meno di una settimana dalla scadenza del termine per inviare le offerte per l’acquisto di Alitalia, uno dei maggiori pretendenti si fa avanti pubblicamente. Il colosso tedesco Lufthansa conferma l’interesse per l’ex compagnia di bandiera. «Se ci fosse una chance di creare una nuova Alitalia, Lufthansa come numero uno in Europa sarebbe certamente interessata ai colloqui», spiega l’amministratore delegato Carsten Spohr.

Ma cosa significa «una nuova Alitalia»? Da Francoforte, sede dell’azienda, fanno intendere che l’ex compagnia di bandiera così com’è non desta alcun interesse. Servirebbe dunque un vero e proprio ridimensionamento. Per ora il bando di vendita prevede comunque solo due strade. La vendita in blocco dell’intera compagnia oppure la divisione in due parti, quella di volo («aviation») e quella di terra («handling»).

Lunedì Lufthansa potrebbe presentare quindi una proposta per la sola parte legata al volo, che comprende la flotta, gli aerei, la direzione e la manutenzione. Ciò che conta però sarà quanto del perimetro aziendale verrà compreso nella proposta del gruppo, e quindi quanti aerei, quanti dipendenti e quanti lavoratori del settore manutenzione. È questo che i tedeschi intendono per «nuova Alitalia»: un gruppo fortemente ridimensionato. Se Lufthansa dovesse spuntarla, comunque, Alitalia diventerebbe una delle diverse controllate, come Swiss Air, Brussels Airlines o Air Dolomiti, e si affiancherebbe ad Air Berlin, l’ultimo acquisto dei tedeschi.

Bisognerà vedere comunque se l’offerta verrà considerata all’altezza da Luigi Gubitosi, Enrico Laghi e Stefano Paleari. La terna di commissari crede che sia ancora possibile vendere il gruppo nella sua interezza, anche se finora nessuno si è detto disposto ad acquistare il lotto unico.

Continuano in questi giorni intanto i contatti tra i tre commissari e le aziende interessate. Per la parte «aviation», oltre a Lufthansa, sarebbero in corsa alcuni fondi di investimento, tra cui Cerberus, la compagnia di Abu Dhabi Etihad – che potrebbe peraltro entrare nell’operazione al fianco del gruppo tedesco – e Easyjet. Dopo il caos dei voli cancellati è uscita invece dalla corsa Ryanair. Per l’handling invece si sarebbero fatti avanti alcuni gruppi del settore.

Certezze sulle offerte se ne avranno solo lunedì alle 18, quando verranno aperte le buste. Ci sarà poi tempo fino al 5 novembre per perfezionarle e limarle, in vista della scelta finale. Non è comunque detto che il processo finisca qui: il governo se non dovesse essere soddisfatto dalle offerte arrivate, potrebbe infatti indire un secondo bando di vendita. I tempi saranno lunghi. La finalizzazione dell’accordo richiede tempi tecnici, circa 6-9 mesi, e quindi il contratto potrebbe essere chiuso non prima della primavera.

I voli in questa fase sarebbero garantiti dal prestito ponte da 600 milioni concesso dal governo a maggio, quando Alitalia entrò in amministrazione straordinaria. L’estate per la compagnia è andata meglio del previsto e i soldi pubblici finora sarebbero quasi tutti nella disponibilità dei commissari. Alitalia intanto annuncia nuovi voli per l’inverno, in India e alle Maldive, mentre i dirigenti sono a lavoro per le rotte della prossima estate, che dovrebbero riguardare in gran parte il nord America.

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