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Il governo si schiera con il Comune di Taormina nel braccio di ferro sull'elipista di Taormina, costruita a maggio in occasione del G7, che la Soprintendenza ai Beni culturali ha dichiarato "opera abusiva" ordinandone la demolizione entro sessanta giorni. Il commissario governativo per il G7, il prefetto Riccardo Carpino, ha incaricato l'Avvocatura dello Stato di proporre ricorso al Tar contro il provvedimento della Soprintendenza che ritiene illegittimo. "La realizzazione dell'elipista – spiega il prefetto – è stata effettuata nella piena legittimità e sulla base di quanto ha chiesto la Regione e il Comune in sede di conferenza dei servizi nel rispetto delle prescrizioni".

VIDEO I lavori per il G7 a Taormina

Per la Soprintendenza, invece, l'elipista realizzata accanto alla piscina comunale di Taormina e costata 1.800.000 insieme a quella di Piano Porto, costruita su terreno privato e smantellata tre giorni dopo la fine del G7, era autorizzata soltanto per la durata del vertice internazionale. Da qui la diffida al Comune di Taormina a che provveda immediatamente al ripristino dei luoghi. Diffida a cui il sindaco Eligio Giardina non intende dare alcun seguito visto che il primo cittadino ritiene l'opera indispensabile per il comprensorio di Taormina sia dal punto di vista turistico che sanitario. Da qui la decisione di approvare una variante al piano regolatore sulla quale la Regione non si è ancora espressa.

"Più

volte – dice ora il prefetto Riccardo Carpino – ho sollecitato la Regione ad esprimersi considerato che l'assetto del territorio, l'approvazione o meno della variante o l'eventuale demolizione dell'elipista, a cui nel caso la stessa Regione in sede di conferenza di servizi si era impegnata a provvedere, non può che competere agli organi ordinari. A questo punto la questione troverà al Tar la sede naturale per la sua soluzione".Articolo Originale

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