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In Italia ne capitano davvero di tutti i colori, ma che un sindaco si raddoppiasse lo stipendio spiegando la cosa con la volontà di far del bene al prossimo non si era ancora sentito. Eppure è proprio questa la giustificazione fornita da Tommaso Depalma, sindaco di Giovinazzo, a due passi da Bari. “In questo modo riuscirò ad aiutare meglio e più velocemente chi ha bisogno del mio aiuto”, ha fatto sapere il primo cittadino.

La storia

E – a leggere la storia su una pagina di Repubblica e su alcuni media pugliesi – lo fa senza ironia, evidentemente ci crede pure. Sì, perché la macchina burocratica è troppo lenta, dunque è necessario “prendere l’indennità piena…quando si tratta di aiutare i poveri”, spiega. Una propensione che Depalma declina in tutte le sue accezioni. "Da quando sono sindaco mi è capitato di acquistare medicine, pagare visite oculistiche per bambini, una volta ho comprato anche la carne a una signora che non ne mangiava da mesi", dice. Così meglio intascare i soldi in modo da poterli utilizzare per venire incontro ai bisognosi, insomma.

Una forma di Stato Sociale de noantri, un welfare fai da te. I servizi sociali? Troppo retrò. Le graduatorie per avere l’assistenza? Rallentano l’efficacia dell’intervento. Cose superate, per così dire. Un iter troppo complesso, per giunta. Meglio arrotondare lo stipendio da sindaco e far concorrenza ai boy scout a forza di buone azioni. Molto più semplice.

Le polemiche

Tra i 20mila abitanti della cittadina pugliese la cosa non è passata inosservata e sta creando non poche polemiche. Soprattutto perché – come ricorda Antonello Cassano sul quotidiano romano – un quinquennio fa il sindaco, che di mestiere fa l’imprenditore, dopo l’elezione con oltre il 60 per cento delle preferenze, diede prova di poco attaccamento al vil denaro tagliandosi spontaneamente l’indennità e percependo così soltanto 1400 euro lordi mensili.

Con la rielezione di due mesi fa al ballottaggio, alla guida di un insieme di liste civiche (la sua si chiamava Forza Giovinazzo, per richiamare probabilmente la derivazione berlusconiana), l’amministratore deve aver valutato che era un peccato rinunciare allo stipendio pieno e si è fatto raddoppiare l’importo. E quindi, il primo cittadino che alcuni giornali definivano "forse amato ancor di più fuori città che non nella sua", percepirà 2.788 euro lordi. Ora, una cosa va detta: è tutto legittimo e non è sicuramente l’unico che nei vari comuni italiani adotta questa possibilità concessa dalle norme. Ma c'era bisogno di trovare una giustificazioni filantropica? Anche perché non manca tra i suoi oppositori chi allude – nel caso – a un utilizzo dal sapore clientelare delle risorse pubbliche.

Gli attacchi dell'opposizione

Quelli dell’opposizione hanno infatti scatenato una vera offensiva. Attaccano e sparano bordate. "Fino a cinque anni fa dichiarava che non aveva bisogno della politica per vivere. Ora si raddoppia lo stipendio – afferma Nicola Bavaro, segretario regionale di Sinistra Italiana – perché dice di voler aiutare i più bisognosi. Fa tutto lui e decide chi aiutare e chi no. Ma in questo modo tratta un'istituzione come se fosse il giardino di casa propria". Insomma, forse era meglio per il sindaco Depalma non fornire troppe giustificazioni sulla decisione di aumentarsi il compenso, nessuno si sarebbe sentito preso in giro e avrebbe stuzzicato meno vespai.

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