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Seguire la logica grillina di solito è un affare complesso, non alla portata di chiunque. Se uno di loro ti spiega che in futuro i corrotti saranno rinchiusi in gabbie lungo le tangenziali e che le macellerie vanno chiuse (insieme alle fabbriche di automobili) o che dovranno essere consentiti i matrimoni fra specie diverse (tipo io e il mio gatto). E che bisognerà trovare un sistema per abbattere le scie chimiche e per convivere pacificamente con le sirene, poi non è tanto semplice riprendersi e ricordare che alla fine 2+2 fa quattro. Se poi il grillino è in questione è il loro numero 1, futuro candidato alla presidenza del Consiglio, e cioè Giggino Di Maio (quello secondo cui Pinochet ha devastato il Venezuela) l’impresa di capire che cosa dice rasenta un insieme di capacità divinatorie, di cui non tutti dispongono.

Se la tua casa è abusiva è corretto non abbatterla

L’ultima pensata, in difesa del candidato grillino per la presidenza della regione Sicilia, è che se la tua casa è abusiva può anche essere corretto non abbatterla e lasciartici vivere felicemente. Il ragionamento di Giggino è semplice come un teorema di geometria: se la casa abusiva è stata consentita da politici corrotti, tu che colpa hai? Nessuna, ovviamente. E quindi hai tutto il diritto di tenerti la casa. Per sempre, e di lasciarla intatta ai tuoi eredi.

Ma gli abusi sono stati autorizzati da politici corrotti

Giusto e lineare. Non c’è un solo errore. No, uno c’è. Di Maio ha dimenticato (gli capita spesso per dimenticare qualcosa) che le case abusive sono state ”tutte” autorizzate da politici corrotti. Il caso di un’abitazione abusiva autorizzata per sbaglio, distrazione, fretta o semplicemente perché la moglie aveva telefonato che aveva già buttato la pasta e che bisognava sbrigarsi, non esiste, non è ancora stato trovato. Scoperti invece molti sindaci che hanno autorizzato abitazioni anche dentro i vulcani o a due metri dal mare, in cambio di valigie di denari.

Il sindaco deve correre dal giudice

Di Maio, comunque, fa una concessione importante alla legalità: se un giudice, dopo accurate indagini e dieci anni di processo, decreta che una casa è da abbattere e, allora, ragazzi bisogna davvero prendere in mano il piccone e abbatterla. Insomma, un sindaco che abbia visto una casa abusiva, non può farsi prestare una ruspa da Salvini uscire di casa alla mattina presto e tirarla giù, magari mentre quelli stanno ancora prendendo il caffè nel tinello. No, deve correre dal giudice, ottenere una sentenza di abusivismo e poi può chiamare gli operai e procedere.

In Sicilia è quasi abusiva anche l’erba che cresce lungo le strade

Immagino la vostra prima reazione: questo è fuori come un balcone. Chiamate qualcuno. Ma sareste in errore. Siamo in Sicilia, dove è quasi abusiva anche l’erba che cresce lungo le strade, e Giggino vuole i voti di tutti quelli che possiedono una casa abusiva. E quindi si è inventato la storia del sindaco corrotto: se la tua licenza edilizia (abusiva) è stata firmata da un mascalzone, sei salvo, te la puoi tenere. Se invece l’ha firmata uh galantuomo, ma un po’ distratto, allora porta fuori i mobili perché va abbattuta prima di mezzogiorno. Sono ansioso, e capirete perché, di vedere Giggino a palazzo Chigi.

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