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Il Mediterraneo si è ristretto e sulle nostre spiagge non c’è più un buco libero. Le statistiche, per una volta, fanno pace con il senso comune e persino con la tradizione: a Ferragosto si va al mare e non è una banalità. Che la si chiami mini vacanza, ponte o fuga dalla città deserta cambia poco. La Cna, che rappresenta 432 stabilimenti balneari, stima che saranno dieci milioni i turisti che noleggeranno ombrellone e lettino in tutta Italia per il ponte cominciato ieri.

Non è una banalità, appunto, perché la crescita rispetto all’anno scorso è notevole: +16 per cento. In attesa di dati più articolati e completi si possono abbozzare le cause del ritorno della folla nei nostri lidi: il meteo diventato più benevolo rispetto ai giorni scorsi, con sole e temperature miti; per ultimo incidono, secondo gli analisti, i primi accenni di ripresa economica. Il turismo incide per il 12% sul Pil nazionale e l’11,6% sul tasso di occupazione. Ma il fattore che continua a far volare il settore è la sicurezza, o meglio insicurezza reale o percepita di altre mete un tempo molto gettonate (Mar Rosso, Turchia, Tunisia). Il Mediterraneo ristretto, quindi, oltre ai drammi noti, porta anche un vantaggio economico non indifferente a Italia, Spagna e in parte alla Grecia. I dati degli arrivi nell’Europa meridionale, infatti, crescono senza sosta, persino troppo se si osservano le proteste contro il turismo di massa che dilagano in Spagna (ieri manifestazione dei residenti di Barcellona in spiaggia) e cominciano a prendere piede anche in Italia (Venezia è il fronte al momento più caldo).

Altri calcoli dicono che dopodomani a casa resterà poco più della metà degli italiani: secondo Federalberghi a muoversi sarà il 47% della popolazione, un caos certo nelle località di villeggiatura, ma anche un giro d’affari notevole: 34 miliardi di euro (considerando l’intero periodo estivo). Cifre che, per una volta, non fanno partire le lamentele di categoria, anzi: secondo un’indagine di Assoturismo-Confesercenti per il lungo ponte sono state già riservate l’86% delle camere offerte online, con punte del 95% nelle località balneari. Con la stagione ancora nel vivo si tenta già qualche previsione finale: nel periodo giugno-agosto le presenze potrebbero superare i 204 milioni, con una crescita dell’1,8 per cento rispetto all’anno scorso.

Gli stranieri

L’ottimismo generale coinvolge anche i tour operator, quelli tradizionali e quelli online, che operano all’estero. L’Enit, l’ente del turismo italiano, ha fatto un sondaggio secondo il quale, il 77,6 per cento degli operatori stranieri conferma la crescita dei viaggi in Italia, anche se, in questo caso, vanno meglio le città d’arte rispetto alle località balneari.

L’autunno

Ma le buone notizie non finiscono: secondo i tour operator l’autunno farà registrare una crescita altrettanto forte: «Sarà una seconda estate», dicono dall’Enit. Una prospettiva confermata da una ricerca Ipsos: oltre un terzo degli italiani ha già deciso che sfrutterà anche l’autunno «per effettuare viaggi o vacanze con obiettivi prevalentemente culturali e con una maggior predisposizione al medio-lungo raggio». Per il momento però si sta in spiaggia.

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