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SPIELBERG – Cuore e testa, muscoli e anima, cervello e fantasia: Andrea Dovizioso ha trionfato al Red Bull Ring battendo Marc Marquez al termine di una sfida infinita, un arcobaleno di sorpassi da millimetri ed emozioni infinite. E' un doppio trionfo italiano, una pagina storica per questo sport. Quello di un talento semplice e straordinario, di un uomo normale che fa cose impossibili, un campione vero, un esempio di coraggio e umiltà. E quello della Ducati, della brutalità del motore Desmosedici e del genito di Gigi Dall'Igna, l'ingegnere-stregone che si è dimostrato più forte dei giapponesi: gli avevano tolto le 'alettè e lui ha risposto con la carena 'biplano', un altro capolavoro dell'ingegneria italiana. Dovizioso ha vinto e recuperato punti preziosi in classifica: con questo terzo successo in stagione è secondo, a -16 da Marquez. Dietro di loro Viunales, oggi 6° al traguardo e davanti ad un deluso Valentino, 7°.

Lorenzo tenta la fuga – Al via, Lorenzo ha usato magistralmente la potenza del Desmosedici e la gomma morbida dietro: il maiorchino è andato a comandare prendendo già mezzo secondo di vantaggio al primo giro su Marquez, che è riuscito a tenere dietro Dovizioso. Valentino ha cominciato bene, passando il compagno di squadra e mettendosi alle spalle del terzetto, segnando il miglior crono alla quarta tornata: Viñales nel tentativo di recuperare è andato dritto dopo il rettilineo dell'arrivo, e Zarco (gomme morbide anche per la sua Yamaha Tech 3) ne ha approfittato con Pedrosa. Petrucci s'è addormentato in griglia: 15° dopo un paio di curve (ma era in seconda fila, con 5° tempo) ha abbandonato al 7° giro, preceduto ai box da Folger e dalla Ktm di Pol Espargarò che al via era stato toccato da Abraham.

Marquez demonio, poi le Ducati – Dovizioso all'8° giro ha infilato Marquez, ma quando già s'assaporava il gusto d'una doppietta Ducati ecco che dopo un paio di tornate il campione del mondo si riprendeva la seconda posizione con relativa facilità. Scatenato, il catalano attaccava feroce anche Lorenzo, il cui vantaggio era sceso ormai a un solo decimo. Un errore all'ingresso in curva del maiorchino permetteva a Marc di infilarsi all'interno e però anche Dovizioso rimontava: le 3 moto si sfioravano di millimetri, e le posizioni di ribaltavano: Marquez, poi Dovi e Lorenzo.

Valentino, che pasticcio – Sorpreso da Zarco, Valentino ha perso due posizioni in un batter di ciglia – Pedrosa lestissimo a prendere il tempo anche al francese – e poi andava largo, facendosi passare pure da Viñales. Le Yamaha ufficiali parevano in difficoltà. A metà gara il pesarese ha ricominciato dal 7° posto, mentre davanti Lorenzo perdeva terreno e il gp austriaco diventava una storia tra Marquez e Dovi. Honda e Ducati in lotta anche per la terza posizione, con Pedrosa che al termine del 17° giro superava Jorge. Ma proprio in quel momento è arrivata l'ora del forlivese: di nuovo davanti, approfittando di un errore dell'altro.

Dovi e Marquez batticuore – Però, quel genio di Marquez! All'ingresso della curva 7 ha preso l'interno del numero 4, tentando poi di allungare. Non aveva fatto i conti con uno straordinario, indomabile Dovizioso: di nuovo in testa 8 giri dal termine, poi dietro, quindi ancora primo. Cinque sorpassi in un giro, una girandola di emozioni da impazzire. Pedrosa, sornione, si avvicinava ai due campioni.

Andrea, la curva della felicità – Un errore di Marc a 3 giri dalla fine ha permesso a Dovizioso di guadagnare un piccolo vantaggio ma all'ingresso dell'ultima curva e dell'ultimo giro Marquez lo ha attaccato con la solita sfrontata brutalità: passato, il Dovi ha tenuto botta ed ha incrociato le linee, recuperando la testa e mandando pure a quel paese l'avversario, prima di tagliare per primo in traguardo. Al box, Dall'Igna aspettava il suo ragazzo quasi in lacrime: "Tremo ancora per l'emozione, ha fatto una gara meravigliosa dal punto di vista tattico e sportivo. E' tutto bellissimo".

Dovi: "Grazie alla mia squadra" – Dovizioso è felice come mai, però anche in momento così le prime parole sono di ringraziamento per la squadra: "Abbiamo lavorato bene per tutto il fine-settimana, e non era facile su questa pista. Oggi siamo riusciti a gestire bene le gomme e la gara. Ma la cosa peggiore che può capitare ad un pilota – ammette – è ritrovarsi all'ultima curva con Marquez alle spalle: ho sentito che arrivava ma non ho frenato e l'ho fatto passare, per poi rientrare. Che emozione". Marquez, anche lui sfinito come l'avversario, confessa: "Ero al limite, ho spinto da morire per tutta la gara e nell'ultima curca ero al limite. Ma ci ho provato, questa è la MotoGP. Tenterò di nuovo alla prossima gara".

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