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Fosse successo in Italia, avremmo detto che solo da noi possono accadere certe cose, ma dato che questa volta il fattaccio – anzi, i fattacci – si sono verificati in casa di quelli che i festival rock all’aperto in pratica li hanno inventati, conviene riflettere su quanto le (a prima vista) pedanti raccomandazioni degli organizzatori circa gli arrivi scaglionati e consapevoli ai grandi eventi dal vivo così pedanti, dopo tutto, non siano.

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Nelle ultime ore si sono verificati gravi disagi in due festival britannici, il Sunfall, in programma presso il londinese Brockwell Park, e il BoomTown di Winchester. In entrambi i casi a risultare critica è stata la fase di ingresso del pubblico alle aree deputate a ospitare gli spettacoli: le nuove norme di sicurezza che prevendono controlli più stringenti agli ingressi e il picco di afflusso da parte del pubblico hanno causato gravi disagi che hanno messo a repentaglio l’incolumità degli avventori.

Al Sunfall i fan sono stati costretti a rimanere in coda dalle due alle cinque ore: una parte della platea, esasperata dall’attesa, ha tentato di forzare l’accesso all’area, dando vita a tafferugli che hanno portato parte degli spettatori ad abbandonare l’idea di entrare.

Actually quite dangerous queuing, people stampeding barricades at the front and everyone who has been queuing for 2+ hours still waiting. pic.twitter.com/JupLbZppN4

— Indira 💅🏾 (@IndiraBirnie) August 12, 2017

Peggio ancora, se possibile, è andata al BoomTown: qui l’attesa ai cancelli si è protratta fino a 10 ore, passate dai fan più pazienti e tenaci senza il conforto di servizi igenici o punti di ristoro.

Anche in questo caso, l’attesa in coda ha esasperato diversi spettatori, che nel peggiore dei casi si sono abbandonati ad atti di violenza.

Secondo quanto riferito dall’edizione online del New Musical Express e dal Daily Mail, a causare ritardi nell’afflusso del pubblico sono state le misure di sicurezza adottate dopo il tragico attentato del 22 maggio a Manchester, dove – al termine di un concerto di Ariana Grande – hanno perso la vita 22 persone, buona parte delle quali giovanissimi.

Rockol Music News

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