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Pubblicato il: 13/08/2017 14:40

"Cari amici, oggi abbiamo deciso a malincuore di sospendere temporaneamente le nostre missioni di salvataggio nel Mediterraneo". Così il direttore di Sea-Eye, Michael Busch Heuer, rende nota su Twitter la decisione della Ong tedesca che segue di poche ore quella presa da Medici senza frontiere.

Analoghe le ragioni. "Il motivo è la mutata situazione di sicurezza nel Mediterraneo occidentale, dopo che il governo libico ha annunciato una proroga a tempo indeterminato e unilaterale delle acque territoriali, in relazione ad una minaccia esplicita contro le ong private", afferma il direttore, spiegando che queste condizioni rendono impossibile portare avanti il lavoro di salvataggio. "Sarebbe irresponsabile nei confronti dei nostri equipaggi", sottolinea Busch Heuer, ricordando come negli ultimi giorni anche altre Ong, compresa Msf, abbiano annunciato il loro ritiro temporaneo dalla zona di ricerca e salvataggio fuori dalla costa libica.

"Nei prossimi giorni e settimane – conclude – analizzeremo attentamente la mutata situazione di sicurezza sulle coste libiche e discuteremo la nostra azione futura".

Save the Children sta "valutando l’evolversi dell’intero scenario dopo la dichiarazione della Marina libica di voler estendere il controllo e il divieto alle navi delle Ong nelle acque internazionali che fanno parte della Sar zone e la nave 'Vos Hestia' resta ferma a Malta in attesa di capire se ci sono le condizioni di sicurezza per riprendere le operazioni". E' quanto riferisce l'organizzazione umanitaria che si rammarica di "dover essere costretta a mettere in pausa le proprie operazioni di ricerca e salvataggio nel Mediterraneo a causa delle decisioni dalla Marina libica di controllare le acque internazionali in cui normalmente opera la nave di Save the Children con l’obiettivo di salvare vite umane".

Per l'Ong si tratta di "una situazione molto preoccupante per il rischio di sicurezza dello staff e per la reale capacità della 'Vos Hestia' di mettere in atto la propria missione di soccorso. Il nostro team di esperti a bordo della nave è preoccupato che in questa nuova situazione le imbarcazioni dei migranti saranno costrette a tornare in Libia e molti bambini e adolescenti moriranno prima di lasciare la nuova zona Sar libica".

Infatti, "le autorità libiche avrebbero spostato la loro zona di competenza Sar dalle 12 miglia nautiche alle 70 miglia dalla costa libica e le imbarcazioni su cui viaggiano i migranti sono di gomma molto leggera, imbarcano facilmente acqua e non possono portare abbastanza carburante. In questo momento non è chiaro se entrando in quella zona, l’operazione di ricerca e salvataggio potrebbe essere a rischio, ma ciò che è chiaro è che molte vite potrebbero essere messe in pericolo, con la diminuzione della capacità di soccorso e salvataggio in quel tratto di mare".

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