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Il KENYA si è risvegliato in un clima di violenza questa mattina. Almeno tre persone, fra le quali un bambino di 9 anni, sono morte durante le proteste seguite alle elezioni che hanno visto la vittoria del presidente Uhuru Kenyatta. Fonti mediche e di polizia hanno riferito dei decessi, in un clima che ricorda quello del 2008, quando gli scontri violenti tra vittoriosi e perdenti,anche allora lo sconfitto era Raila Odinga, si portò a un bagno di sangue con centinaia di morti.

A Kisumu, nell'Ovest del paese, una persona è stata uccisa "da colpi di arma da fuoco e altre sono state ferite", ha detto Dr Ojwang Lusi, responsable sanitario della contea. Nella contea contigua, quella di Siaya, la polizia ha confermato il decesso dell'autista di una moto usata come taxi. A Nairobi, nella bidonville di Mathare, a perdere la vita è stato invece un ragazzino di 9 anni. In questa stessa zona Medici senza frontiere ha soccorso 9 feriti.

Ieri la commissione elettorale del Kenya ha ufficializzato, dopo giorni di attesa e tra le contestazioni dell'opposizione, i risultati delle elezioni presidenziali dell'8 agosto: il presidente in carica Kenyatta ha ottenuto il 54,3 per cento dei voti, ed è stato quindi rieletto. Il suo oppositore Raila Odinga ha ottenuto il 44,7 per cento. Per il capo della commissione elettorale "il voto è stato credibile, giusto e pacifico".

Ieri centinaia di poliziotti in assetto antisommossa si sono schierati nelle strade di Nairobi, per i timori di ulteriori proteste da parte dei sostenitori dell'opposizione. E infatti sono iniziati gli scontri nelle zone dove i pro-Odinga sono in maggioranza, come nella bidonville di Kibera, dove gruppi di giovani stanno lanciando pietro contro le forze dell'ordine.

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