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Poche ore dopo le nuove bordate di minacce del presidente Usa Donald Trump contro la Corea del Nord, l'agenzia ufficiale di Pyongyang, Kcna, risponde a tono alzando ulteriormente la tensione. Pyongyang a sua vota minaccia che "cancelleranno dalla faccia della terra senza alcuna pieta' i provocatori (Trump, ndr) che fanno tentativi disperati di soffocare il Paese socialista" aggiungendo che "gli Usa soffriranno una vergognosa sconfitta e un destino tragico e definitivo se persisteranno nelle loro avventure militari, sanzioni e pressioni" contro il regime di Kim Jong-un.

La guerra, per ora solo fatta di armi retoriche e verbali, con la corsa a chi la spara più grossa vede da giorni la Corea del Nord rispondere puntualmente ad ogni minaccia di Trump che poco dopo replica a tono. Ieri nella notte Pyongyang ha fatto sapere che per ferragosto sarà pronta a colpire le acque tra 30 e 40 km dall'isola Usa di Guam, dove sorgono basi navali e quella dei bombardieri strategici americani, dando una dimostrazione di forze agli Usa dopo che il presidente aveva minacciato di colpire con "fuoco e fiamme" i nordcoreani ed il ministro della Difesa, James Mattis, aveva avvertito che la sproporzione di forze avrebbe fatto rischiare a Kim Jong-un, in caso di attacco, di vedersi distruggere il Paese.

Oggi Trump ha rincarato la dose, dopo la minaccia nordcoreana a Guam, si è chiesto: "Forse non è stato sufficientemente dura" la mia minaccia di colpire con "fuoco e fiamme" Pyongyang se dovesse attaccarci.

Per essere ancora più chiaro Trump ha assicurato che "se la Corea del Nord dovesse anche solo immaginare di attaccare qualunque cosa che amiamo, nostri rappresentanti, i nostri alleati (riferimento a Giappone e Corea del Sud, ndr) o noi, allora vi dico che loro dovrebbero essere molto molto preoccupati perche' le cose che gli succederanno saranno tali che non le avranno mai neanche ritenute possibili", ha intimato Trump per poi aggiungere: "Sarà meglio che la Corea del Nord inizi a mettere la testa a posto perche' in caso contrario si troveranno nei guai così come non è mai successo neanche a poche nazioni nel mondo".

Il presidente Usa è stato sibillino sulla possibilità di un attacco preventivo Usa contro Pyongyang, ipotizzato da McMaster: "Non parliamo di questo. Non lo facciamo mai" ha detto prima, anche se poi ha aggiunto, lasciandosi di fatto la porta aperta: "Vedremo cosa accadrà".

Intanto, sui mercati finanziari le tensioni geopolitiche iniziano a far sentire i propri effetti: ieri gli indici a Wall Street, che all'inizio del mese avevano riaggiornato i propri record (Dow Jones sopra i 22 mila punti) hanno chiuso in calo per la terza seduta di fila. E anche oggi i future sul Nyse sono negativi. Leggermente sopra la parità, invece, quelli europei. La giornata è finita intorno ai minimi intraday. Il sell-off si è accentuato infatti proprio dopo che Donald Trump ha intensificato la sua retorica dura contro Kim Jong-Un riaccendendo il duello a parole sull'asse Usa-Corea del Nord. La flessione subita dai principali listini in termini percentuali è stata la peggiore dallo scorso maggio. Il Dow Jones ha perso 204,69 punti, lo 0,93%, a quota 21.844,01. L'S&P 500 ha ceduto 35,81 punti, l'1,45%, a quota 2.438,21 e il Nasdaq Composite ha lasciato sul terreno 135,46 punti, il 2,13%, a quota 6.216,87.

Nordcorea: Mosca, "molto alto rischio di confronto militare"

E' "molto alto" il rischio di un confronto militare tra Stati Uniti e Corea del Nord. Lo ha affermato Serghei Lavrov. Mosca, ha aggiunto il ministro degli Esteri russo, e' "molto preoccupata" dalle "minacce di uso della forza" lanciate dall'una e dall'altra parte e non condivide il fatto che Pyongyang disponga di armi nucleari.

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