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Le altre principali sigle sindacali, Cisl e Uil, firmeranno però il nuovo contratto con la Coldiretti che vale per i lavoratori agricoli pugliesi.

Si spacca il fronte sindacale sul rinnovo del contratto agricolo interprovinciale pugliese per Bari e Barletta. La Flai Cgil ha abbandonato il tavolo della trattiva indirizzando alle controparti pesanti accuse. "E’ un contratto al ribasso che deprezza e svaluta i lavoratori agricoli. Per questo motivo non può essere firmato” ha affermato il segretario pugliese Flai Cgil Antonio Gagliardi che poi ha rincarato la dose. “L’accordo rende legale il sottosalario facendo fare al settore un passo indietro di anni nel più ampio percorso di lotta alla sfruttamento del lavoro e al caporalato».

Taglio alla retribuzione che sfiora il 40%

Gagliardi per sostenere le accuse ha preso come esempio un lavoratore addetto al taglio ed incassettamento dell’uva da tavola che prima percepiva 65 euro netti al giorno mentre con il nuovo contratto ne avrà solamente 40. Il taglio della remunerazione si aggiungerà ad altri peggioramenti di trattamento come per esempio quello sulla percorrenza per giungere sui campi. Con il vecchio contratto l’orario retribuito scattava oltre i 100 minuti di percorrenza, in futuro dopo 250 km.

La Coldiretti contrattacca: servono atteggiamenti responsabili

In questa battaglia la Cgil è sola. Le altre due sigle sindacali Fai Cisl e Uila firmeranno l’accordo con la Coldiretti. L’organizzazione degli imprenditori agricoli ha controattaccato la Cgil. “Il dietrofront è inaccettabile. Il contratto risponde alle necessità delle imprese e dei lavoratori. In uno scenario reso sfavorevole da crisi di mercato, accordi internazionali negativi per le produzioni pugliesi e clima impazzito servono atteggiamenti responsabili” ha affermato il delegato confederale di Coldiretti Bari, Angelo Corsetti.

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