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Isis: il successore di al Baghdadi e tunisino Jalaluddin

Isis si prepara a designare il successore del sedicente califfo, Abu Bakr al Baghdadi e secondo la rete saudita al Arabiya la figura nell'organizzazione con maggiori chance e' il tunisino capo dell'organizzazione in Libia (dove lo Stato Islamico ha perso la roccaforte di Sirte) Jalaluddin al-Tunisi. Il 'designato, e' nato nel 1982 nella regione di Masakan nella provincia costiera di Sousse. Il suo vero nome e' Mohamed Ben Salem al-Ayouni, detto al Tunisi.

Il nuovo califfo ha vissuto in Francia

E' immigrato in Francia negli anni '90 dove avrebbe anche ottenuto il passaporto prima di tornare nel 2011 in Tunisia durante la "rivoluzione dei gelsomini", considerata la prima 'primavera araba'. Ma da qui si sposto in Siria dove a marzo di 6 anni fa era iniziata la guerra contro il regime di Bashar Assad. Nel 2014 si uni' a Isis dove conquisto' gradualmente la fiducia di al Baghdadi che dopo la sconfitta di Sirte lo nomino' emiro, capo di Isis in Libia. Qui' nel sud dello sterminato Paese nordafricano (lo 'scatolone di sabbia') dopo le sconfitte in Iraq, da ultimo la perdita di Mosul, e le difficolta' a Raqqa in Siria, i seguaci di al Baghdadi pensano di usare come una retrovia per organizzarsi.

L'isis sposta il baricentro in Nord Africa. I rischi per l'Italia

La nomina di al Tunisi nasconde delle insidie per l'Italia e svela la prossima stragegia dell'Isis. Lo Stato Islamico, sconfitto a Mosul e ormai in ginocchio a Raqqa, è costretto a ripiegare dal Medio Oriente. E sembra proprio che abbia individuato nel Maghreb la zona in cui arroccarsi e provare a mettere radici. Libia, ovviamente, ma anche gli altri paesi della regione non sono esclusi. In tal senso il segnale della nomina di al Tunisi. E i rischi per l'Italia, vista la vicinanza geografica, non possono che aumentare.

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