CONDIVIDI

Sabato s'è inventato di aver portato in Italia i Canadair francesi. Oggi ha resuscitato un morto bollandolo come privilegiato e sanguisuga in quanto destinatario di indennità parlamentare. Peccato che il resuscitato fosse un noto avvocato che nella vita ebbe l'onore e il coraggio di assistere la famiglia di Giorgiana Masi, la giovane ammazzata dalla polizia durante una manifestazione a Roma il 12 maggio 1977. Si chiama Luca Boneschi. È morto nell'ottobre 2016. Per Luigi Di Maio è ancora uno di quelli che percepisce quella roba incostituzionale e un privilegio medioevale che si chiama indennità parlamentare. Una bugia. E un errore, grave. In meno di tre giorni. Che succede a Luigi Di Maio, vicepresidente della Camera ma soprattutto candidato premier del Movimento 5 Stelle?

"In effetti per uno precisino come lui si tratta di due gaffe molto gravi in così breve tempo" dice un ex parlamentare 5 Stelle ancora oggi attento osservatore delle dinamiche del gruppo. "Non mi stupirebbe che fosse iniziata l'operazione detronizzazione" aggiunge. "Del resto è tre anni che Luigi è candidato ed è tre anni che l'ala ortodossa del Movimento prova a farlo inciampare. Più si avvicina il voto e più questi incidenti si ripeteranno".

La storia dei Canadair è nota. Venerdì, in piena crisi incendi, il quasi premier 5 Stelle se ne uscì dicendo: "Ho passato la giornata al telefono con l'ambasciata francese per chiedere gli aerei antincendio". Che in effetti sono arrivati in supporto per domare gli incendi dolosi. Peccato che la stessa ambasciata, leggendo la notizia sui giornali, si sia sentita in dovere di precisare di "non aver mai parlato con Di Maio", di aver parlato "solo con la Protezione civile a cui sono stati infatti inviati gli aerei". Figuraccia cosmica. Peggiorata, se possibile, stamani quando in conferenza stampa alla Camera ha accusato giornali e benzine di stamp di "mentire e dire bugie" .

L'incontro con la stampa, in un lunedì mattina deserto alla Camera, era stato chiesto per sferrare l'ennesimo attacco ai vitalizi dei parlamentari. La proposta di legge del Pd è ferma tra Commissione e aula in attesa di un parere della Ragioneria di Stato che tarda ad arrivare. "Ma noi useremo il tempo finale di questa legislatura per portare a casa la legge. Gli altri lo dicono, noi lo facciamo" ha detto trionfante Di Maio.

"Se vogliamo cominciare a ripristinare un po' di uguaglianza dobbiamo cancellare questo privilegio medievale e incostituzionale – ha attaccato – sono 2.600 i parlamentari che lo percepiscono. Lo Stato spende 215 milioni all'anno e fra i politici più noti e famosi che lo prendono ci sono Clemente Mastella, Luciano Violante, Antonio Bassolino, Claudio Scajola, Carlo Taormina, Amedeo La Boccetta, un certo Boneschi che intasca 3.108 euro dopo appena un giorno in Parlamento". Boom…. perché il povero Luca Boneschi è morto quasi un anno fa. Era segretario dei Radicali. E in Parlamento stette solo un giorno proprio per evitare di percepire l'indennità. in Parlamento

Di Maio, come risulta dai bilanci dei vari gruppi parlamentari alla Camera e dal suo specifico e assai ricco di vicepresidente della Camera, spende molti soldi per il suo staff di segreteria e di comunicazione. Come è possibile che sia uscita una castroneria del genere?

I cellulari dei capi comunicatori sono occupati e, se squillano liberi, non rispondono. La domanda in effetti va posta a loro. Perché è a loro, a chi gli ha presentato il dossier, che Di Maio dovrebbe chiedere conto di questa ennesima figuraccia. Passi per i congiuntivi. Passi anche l'aver confuso il Cile con il Venezuela e la dittatura militare. Ma resuscitare il morto accusandolo di colpe che non ha è veramente troppo per un candidato premier.

"Mi sa tanto di polpette interne per farlo cadere. Sarà così fino a settembre quando Casaleggio ha promesso che sarà ufficializzato il candidato premier" annusa l'aria un senatore 5 Stelle. Del resto non è un mistero che il protagonismo del giovanotto azzimato di Napoli è stato subito inviso agli ortodossi della prima ora grillino. Insieme a Casaleggio, suo sponsor, Di Maio ha firmato le operazioni più importanti – Torino, Roma e il candidato Cancelleri in Sicilia – e insieme si sono anche assunti tutti i rischi. Non pochi, specie a Roma.

Di Maio e Casaleggio stanno lavorando anche alla squadra di governo andando a pescare nella società civile quelle competenze che sanno di non poter trovare negli attivisti. Anche questo è un motivo di grande tensione.

In questa guerra interna ai 5 Stelle tra pragmatici (Di Maio, Di Battista, Toninelli, ad esempio) e ortodossi (Lombardi e Fico) vanno lette anche certe indiscrezioni e smentite degli ultimi giorni. Sono alcuni eletti di area pragmatica che hanno fatto filtrare i nomi di possibili ministri del governo 5 Stelle. È stato Grillo in persona a smentire per ribadire che "deciderà la rete". Ed è sempre di fonte pragmatica la notizia, per altro ciclica, che Grillo starebbe per fare un passo di lato e di dietro per stanchezza. Il comico ha fatto addirittura un tweet per dire che quello con i 5 Stelle è per lui un rapporto "siamese, inscindibile, indissolubile".

Sarà guerra, dunque. Anche nei 5 Stelle. Almeno fino a fine settembre, alla convention grillina di Rimini dove Di Maio è convinto di essere incoronato candidato premier.

Diventa fan di Tiscali su Facebook

Articolo Originale

Rispondi