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Solo posti in piedi in via Roma. Chi si vuole sedere e godersi l’ultima area pedonale realizzata a Torino non può farlo. Le panchine piazzate nella via chiusa al traffico tra la fine del 2015 e l’inizio del 2016 sono sparite da un bel po’. E la gente che si vuole riposare non trova di meglio che i cordoli dei marciapiedi per sedersi.
Vero che negli ultimi due mesi ci sono stati un po’ di eventi che hanno impegnato la via, tra le corse podistiche e la tragica serata della finale di Champions League del 3 giugno. Ora agli incroci con piazza San Carlo, via Bertola e Principe Amedeo, via Cesare Battisti e via Monte di Pietà sono ritornati i vasi e gli alberi per stoppare le auto. Delle panchine nemmeno l’ombra. "Erano così comode", dice un passante. Panchine che venivano sistemate al centro strada quando non c’erano manifestazioni e non si prevedevano spostamenti imminenti. Oppure venivano sistemate sui marciapiedi sul limite esterno dei portici. E ora? "Sparite — dice il passante — da fine aprile non si sono più viste. Ora però sono ricomparsi gli alberi agli incroci". Le panchine no. Pezzi dell’arredo urbano, provvisorio, che erano stati messi a disposizione dal settore verde pubblico. Strutture che ora saranno stipate in qualche magazzino. Così come quelle imprestate un tempo dal Consorzio Venaria Reale e ritornate nei Giardini della Reggia.Il centro del centro di Torino orfano delle panchine
Al di fuori della questione panchine, l’arredo di via Roma, dopo un anno di amministrazione a trazione Cinque Stelle, non sembra una delle prime preoccupazioni, anche se si tratta del cuore di Torino. Quando si parla di pedonalizzazioni si parla di via Monferrato, zona piazza Gran Madre, ma sull’assetto definitivo di via Roma nessun assessore si è mai espresso. Nemmeno negli incontri del tavolo centro con i rappresentanti dei commercianti si è affrontato il nodo via Roma: "Non ne abbiamo mai parlato — dice Fulvio Griffa coordinatore dei presidenti di via del centro — siamo rimasti a quello che aveva previsto la passata amministrazione, ma tutto era fermo". Un progetto era stato predisposto, ma poi la gara per trovare la società per realizzare l’arredo e gestirlo non è andata a buon fine.
Il vecchio piano di arredo urbano portato avanti dagli assessori Lubatti e Curti prevedeva una trentina di panchine e una ventina di fioriere che avrebbero occupato tutta la carreggiata. Panchine leggere e rimovibili, con una seduta a “L”, ancorateal suolo per evitare spostamenti. Il progetto prevedeva anche il rifacimento dell’asfalto con un materiale speciale. Un asfalto su cui poter disegnare e inserire elementi grafici per richiamare la pavimentazione in marmo dei portici. In totale si era ipotizzata una spesa attorno ai 300 mila euro. Una soluzione a basso costo considerando che si tratta del salotto buono di Torino. Per ora è tutto fermo e non si è discusso nemmeno di nuove ipotesi di arredo.
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