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NEW YORK. Forse la riforma sanitaria di Trump, quella che vuole abolire l'"Obamacare" del suo predecessore, è davvero maledetta. L'ultimo intoppo è stato John McCain, il senatore repubblicano dell'Arizona sempre molto critico dei confronto di The Donald. Ma stavolta la sua opposizione è stata del tutto accidentale: per colpa di un improvviso problema all'occhio (si parla di coagulo di sangue) è stato ricoverato e operato la scorsa notte in ospedale. E così, Mitch McConnell, il leader della maggioranza al Senato (e cioè i repubblicani, il partito di Trump), ha annunciato bandiera bianca. E rinviato il voto della riforma di almeno una settimana.
Ma perché un problema all'occhio per McCain, neanche grave, ha creato l'ennesimo problema alla "Trumpcare"? Perché i repubblicani sono con i numeri risicatissimi al Senato per approvarla. Servono 50 voti, i repubblicani ne avrebbero a disposizione in teoria 52. Ma due senatori, Susan Collins del Maine e Rand Paul del Kentucky, hanno già disertato perché non sono d'accordo neanche col nuovo testo della riforma presentato qualche giorno fa da McConnell. Ecco che, dunque, McCain, la serpe in seno di Trump, diventa decisivo. E salta di nuovo tutto. Eppure il senatore dell'Arizona ed ex candidato repubblicano contro Obama è paradossalmente a favore della riforma dell'attuale presidente, nonostante tutti i suoi attriti con lui.
Alla fine, il risultato è uno solo: la nuova sanità di Trump, il quale vuole distruggere la riforma di Obama che offre l'assistenza anche ai poveri costringendo tutti a sottoscrivere un'assicurazione, ha avuto un ennesimo rallentamento, dopo tutti gli intoppi e le figuracce dei mesi scorsi, che hanno mostrato un partito spaccato sulla questione.
L'ultima versione della riforma, presentata la settimana scorsa da McConnell, è più soft rispetto alla precedente: sono previsti aiuti federali (70 miliardi in più rispetto ai 100 previsti) per tenere bassi i costi assicurativi e, a sorpresa, il mantenimento di due imposte per i redditi oltre 200mila dollari (250mila per le famiglie), che inizialmente i repubblicani volevano eliminare. Inoltre, le compagnie assicurative potrebbero offrire delle polizze poco costose, ma con una copertura molto limitata, una pratica vietata da Obama. Sostanzialmente, così verrebbe salvato il programma Medicare, l'assistenza per anziani e disabili, ma non il Medicaid, quella per i poveri. La vecchia versione della riforma Trump, secondo una stima, avrebbe escluso dalla copertura sanitaria 22 milioni di persone. Quest'ultima, invece, dovrebbe ridurre, ma di poco, questa cifra.
Trump, intanto, aspetta impazientemente di firmare la nuova legge. Giorni fa aveva detto che lui è sempre pronto con la penna in mano nella studio ovale, auspicando che i parlamentari americani non andassero in ferie prima di averla approvata. A Parigi, durante la visita da Macron, il presidente aveva persino dichiarato, ironizzando, che "l'unica cosa più difficile della pace tra Israele e palestinesi è la riforma della sanità negli Stati Uniti". E infatti, neanche questa volta è stata quella buona.Articolo Originale

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