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«Questa è una Italia spaventata. Le hanno fatto il lavaggio del cervello con il risultato che si sta scatenando una guerra tra gli ultimi e i penultimi. I primi e secondi poveri entrambi». Ieri mattina, dopo lo sbarco di 644 migranti nella sua città, il sindaco di Bari, Antonio Decaro, ha lanciato un appello su Facebook chiedendo aiuto: portate vestiti, cibo, scarpe per neonati, bambini vecchi e donne. «Mi hanno subissato di improperi – ricorda il sindaco che è anche presidente dell'Anci, l'Associazione nazionale dei comuni italiani – ma alla fine, in duemila sono venuti a portare cibo e vestiti».

È vero che il web si sta trasformando sempre di più in una arena dove prevalgono colpi bassi e violenze verbali che falsano la realtà. Ma in circa duemila e passa ieri mattina hanno risposto al sindaco Decaro manifestando rabbia, dolore, rancore, paura. Sono persone in carne e ossa anche loro.
Giusy: «Se avanza del cibo a lunga scadenza ricordatevi anche di me». E Giuseppe: «I soldi per telefonare e navigare in Internet per ascoltare musica?». Tina e Teo Strambelli (riporto fedelmente il testo): «Caro Antonio nn sono razzista ma a loro nn darei neanche l abito più consumato che o mi dispiace ma a noi chi ci aiuta…loro anno un posto X dormire in quanto io vedo uomini e donne di Bari fare i barboni dormire in stazione o sotto i portici coperti di cartoni no a chi nn è della mia città nn avrà niente e cmq pensi a noi baresi ogni tanto».

Alcuni post contro il sindaco di Bari

Sindaco Decaro, è la guerra tra le nuove povertà?
«Se passa l'idea che ai migranti diamo casa, soldi, 50 euro al giorno, e lavoro attraverso cooperative i nostri concittadini che vivono la crisi come dovrebbero reagire?».

Ma spesso sono i sindaci a mobilitare i cittadini contro gli immigrati. E sono anche i primi cittadini del centrosinistra.
«Avendo le antenne sul territorio, già da qualche mese eravamo allertati, preoccupati. E abbiamo chiesto al ministero dell'Interno di dare anche a noi la possibilità di aprire i Centri di accoglienza, i progetti Sprar, che devono prevedere accoglienza e progetti di integrazione. E abbiamo proposto che tre migranti possono essere ospitati per ogni mille abitanti».

Ma da settimane palazzo Chigi e ministero dell'Interno chiedono all'Europa di prendersi quote di migranti perché il, nostro sistema di accoglienza sta scoppiando. È vero?
«Oggi stiamo ospitando 186.000 migranti a fronte di 60 milioni di abitanti. Possiamo dire che stiamo scoppiando? O invece dobbiamo procedere con una diversa distribuzione di migranti? Su ottomila comuni in Italia, sa quanti sono quelli che ospitano i migranti? NEppure la metà, cioè 2.500».

E le rivolte fomentate dai sindaci?
«Prendiamo Cona, centro di tremila anime in provincia di Venezia. Nella ex base militare invece dei 9 migranti che dovrebbero esserci, ne siamo stati mandati 1.400. E qualche giorno fa sono statti gli ospiti della ex base a protestare perché la prefettura voleva mandarne altri quaranta».

Di chi è la colpa?
«Dico che i Prefetti hanno difficoltà ad aprire i Centri di accoglienza in quei comuni che non hanno mai ospitato finora i migranti. Lo vedo nella mia atea metropolitana di Bari. Su 41 comuni, ben 17 non hanno mai ospitato gli immigrati. Li ho contattati uno per uno è solo due comuni non li vogliono».
Colpisce che anche i sindaci del suo partito, il Pd, cavalcano la protesta contro i migranti.
«Ė infernale il meccanismo mediatico. Possiamo parlare di invasione con la presenza solo di 186.000 migranti? Sfido chiunque, non lo possiamo dire. Ma oggi si sono create tensioni sociali che vanno gestite, governate, risolte».

L'Italia si è appellata all'Europa che si è voltata dall'altra parte. Che si è rifiutata di ospitare quote di migranti sbarcati in Italia. Da presidente dell'Anci come pensa che il governo dovrà reagire?
«Sono consapevole che portare migranti nei loro porti non sarebbe stato rispettoso delle leggi e dei trattati. Ma sono fermamente deciso che a una Europa che non li accoglie, noi dobbiamo sospendere il finanziamento».

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