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Silverstone, lezione di guida: Lewis Hamilton mostra come si ottiene una pole position sul circuito che ha tenuto a battesimo la Formula 1. È il suo modo di chiedere scusa al pubblico che lo aveva fischiato prima a Londra, per aver snobbato lo show della Formula 1, e poi in circuito. «Spero che il mio giro vi sia piaciuto», gigioneggia a fine qualifica davanti ai tifosi che di nuovo lo adorano. Cinque pole sul circuito di casa come solo Jim Clark, un’icona dell’automobilismo; 67 pole in carriera, una in meno di Michael Schumacher, il campione che sta per perdere il primo dei suoi tanti record; 6 pole quest’anno su 10, una dimostrazione di forza. «Vi vedo, sento la vostra energia, il risultato è merito vostro» continua a ripetere. Il rischio di essere penalizzato non lo sfiora: Grosjean lo accusa di averlo rallentato, gli steward chiudono il caso in cinque minuti. Senza strascichi.

Rossa in trasferta

La Ferrari gioca in trasferta, insegue, cerca il gol in contropiede, quel sorpasso che in gara già altre volte le è riuscito. È buono il risultato, più preoccupante il distacco: Kimi Raikkonen partirà in prima fila, ma si è qualificato a mezzo secondo da Hamilton, mentre Sebastian Vettel è 3° e di nuovo nervosissimo (l’ultima comunicazione radio è una collezione di bip contro il traffico in pista). Di positivo per il Cavallino il fatto che Valtteri Bottas con l’altra Mercedes ha solo il quarto tempo e sarà retrocesso in nona posizione perché ha sostituito il cambio. Vettel spiega la tattica: «C’è sempre una possibilità. Devo tenere Lewis sotto pressione. La qualifica? Speravo meglio, ma la pole era roba sua».

Il futuro di Seb

La gara sarà una sorpresa perché è prevista pioggia (occhio a Verstappen che scatta dalla seconda fila a fianco di Vettel) e perché in genere le prestazioni si livellano: a decidere il risultato sono le strategie, gli imprevisti e, mai come quest’anno, l’abilità dei piloti. Alla fine è sempre il confronto a distanza tra Vettel, 20 punti di vantaggio in classifica, e Hamilton a tenere l’interesse vivo e il campionato sospeso.

Caratteri diversi e personalità opposte, nessuno potrebbe immaginare di vederli insieme nello stesso box. Eppure Lewis, 32 anni, sembra stare stretto in Mercedes, mentre Sebastian (30) non risponde all’appello del presidente Marchionne che lo ha invitato a «restare in Ferrari quanto vuole». Secondo la stampa inglese, dietro ai dubbi si nasconde qualche mezza verità e l’ipotesi che i due arrivino a scambiarsi il sedile è concreta. Il team principal della Mercedes Toto Wolff avrebbe suggerito a Vettel di rinnovare per un solo anno il contratto in modo da trovarsi libero nel 2019, ma la Ferrari vorrebbe blindare il suo pilota con un triennale. A sostenerlo sarebbe Christian Horner, il team principal della Red Bull.

Sempre dal 2019, Hamilton sarà libero da impegni. Agli amici avrebbe più volte confidato la volontà di concludere la carriera alla Ferrari, di cui tra l’altro è cliente per le vetture stradali. I risultati delle prossime gare potrebbe sciogliere i dubbi, soprattutto quelli di Vettel, che deve prendere una decisione prima di trovarsi con il cerino in mano.

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