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(ANSA) – LONDRA, 16 LUG – Charlie Gard "é tenuto in sostanza prigioniero dallo Stato e dall'Nhs", il servizio sanitario nazionale britannico. E' dura l'accusa di Alasdair Seton-Marsden – portavoce del papà e della mamma del bambino inglese di 11 mesi afflitto da una rara e grave malattia a cui i medici del Great Ormond Street Hospital di Londra hanno chiesto nei mesi scorsi di staccare la spina contro il volere dei genitori – alla vigilia di una giornata forse decisiva per la riapertura del caso dinanzi all'Alta Corte britannica. Se i Gard fossero "ricchi, e non persone comuni, baby Charlie avrebbe già ottenuto la possibilità di essere sottoposto a una terapia alternativa" come quella in via di sperimentazione negli Usa, ha rincarato Seton-Mardsen, citato da SkyNews.
Proprio la possibilità di tentare la terapia americana sarà al centro domani d'una missione chiave a Londra di Michi Hirano, professore di neurologia alla Columbia University di New York, che la sta mettendo a punto da qualche tempo.

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