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Ieri da Lucia Annunziata si è visto Romano Prodi, due volte Primo Ministro e Ministro della Repubblica nonché ideatore e Padre Fondatore dell’Ulivo prima e dell’Unione poi.

Insomma il convitato di pietra che aleggia da anni dietro il centro – sinistra ed attualmente dietro Matteo Renzi.

Prodi negli ultimi tempi ha svolto mirabilmente quella che lui definisce la sua missione di “predicatore” più che di federatore come vorrebbe l’Annunziata.

Prodi sta cercando infatti di ricucire e di riannodare i difficili rapporti personali tra Renzi e Letta e tra Renzi e la Camusso che però sono proiettati anche e soprattutto in una dimensione più propriamente politica e cioè i rapporti tra l’attuale Pd e due attori fondamentali del centro – sinistra: gli ex democristiani (Letta) e il più grande sindacato della sinistra (la Cgil).

Essendo Prodi una persona discreta e misurata avara di uscite pubbliche è chiaro che sta bollendo qualcosa in pentola.

Il padre fondatore ha avvertito la necessità di scendere in campo proprio quando il suo ex “nemico” Silvio Berlusconi sta facendo lo stesso, forte anche di una data novembrina per il verdetto europeo sulla sua candidabilità.

Insomma, dopo anni di presunto nuovo si torna al vecchio e all’usato sicuro.

Prodi può in effetti non solo predicare come modestamente ha affermato ieri ma anche federare se non proprio guidare. Infatti è uscito proprio in questi giorni un suo libro – programma politico che fa da contraltare a quello più che centinaio scritto dall’Unione.

Più che un breviario di predica pare una croce d’assalto.

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