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(ANSA) – CITTA' DEL MESSICO, 19 GIU – Con tecnologie sofisticate vendutegli esplicitamente per indagare solo su narcotrafficanti e terroristi, il governo del Messico ha spiato invece fra i giornalisti, gli avvocati per i diritti umani e gli attivisti anti-corruzione più in vista, allargandosi anche a volte ai loro familiari, perfino adolescenti: è quanto scrive il New York Times, che sulla vicenda ha compiuto una propria indagine giornalistica. Fra i personaggi "scomodi" tenuti d'occhio con questo sistema di sorveglianza, anche un avvocato che sta indagando sulla sparizione di 43 studenti, uno studioso che ha contribuito alla stesura le leggi anti-corruzione e anche un cittadino statunitense che difendeva le donne che denunciano violenza sessuale da parte della polizia. Secondo il giornale americano, dal 2011 tre agenzie federali d'intelligence messicane hanno pagato circa 80 milioni di dollari per acquistare un sofisticato software, Pegasus, che penetra gli smartphone, raccogliendo ogni genere d'informazione.

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