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PARIGI. "Tutti ce l'aspettavano, e anche questa partecipazione così bassa è frutto del fatto che questo secondo turno delle legislative era scontato. Il popolo francese è uscito da una lunga fase di depressione psicologica, di declinismo. Ha deciso, ha scelto Emmanuel Macron e adesso gli ha dato forza, una incredibile maggioranza anche all'Assemblea nazionale". Laurent Joffrin, il direttore di Libération, quotidiano di una sinistra francese che, come ha scritto, "è finita sotto zero ", ha appena terminato l'ultima riunione di redazione. "Seguiremo questo presidente e seguiremo la rivoluzione che ha avviato nel mondo dei partiti e di tutta la politica francese".

Direttore, con una maggioranza così schiacciante vede pericoli per il sistema democratico come dice qualcuno a sinistra?
"Non vedo questo: la maggioranza che Macron si è trovato arriva dopo due turni di presidenziali e due turni di legislative. In fondo era quello che voleva la Francia. Gli elettori hanno fatto quasi una scelta psicologica, una reazione per uscire dagli anni del declinismo, del pessimismo politico nazionale. I vecchi partiti, Ps e Républicains, erano i partiti che avevano portato a questa condizione. Sono stati abbandonati. Le due alternative, la sinistra radicale di Mélenchon e quella di destra estrema della Le Pen, sono state giudicate pericolose. I francesi le hanno evitate. E hanno scelto qualcuno che si è presentato totalmente nuovo, al centro del sistema, dando l'idea di saperlo rimettere in movimento, creando un programma e una squadra di persone che alla maggioranza degli elettori sono sembrate affidabili".

Davvero nessuna incertezza per il gioco democratico?
"Il rischio che vedo è al limite quello della "hubris", della tracotanza, del fatto che il gruppo che lavora attorno al presidente sia un gruppo di super-esperti, il meglio della nostra élite, ma un gruppo chiuso, che fa riferimento a se stesso".

I deputati di En Marche saranno praticamente tutti neofiti…
"Sono inesperti, ma la struttura dell'Assemblea nazionale saprà accompagnarli".

L'opposizione è debole in Parlamento. Si trasferirà nelle piazze?
"Macron è partito subito con le riforme più delicate, e fra tutte quella del mercato del lavoro, perché sa bene che sono riforme che per dare risultati hanno bisogno di tempo, di anni. Quindi solo se inizia adesso potrà beneficiare elettoralmente di effetti positivi. Si confronterà con i sindacati, e i sindacati sanno che lui ha avuto una incredibile legittimazione elettorale con un mandato per il cambiamento. La vera sfida del presidente sarà colmare il fossato che separa la Francia più soddisfatta dalla Francia arrabbiata; la Francia delle élites dalla Francia che è rimasta indietro".

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