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Un’auto privata contro un furgoncino della polizia sugli Champs-Elysees, a Parigi. Gli agenti sparano e uccidono l’assalitore. L’uomo, un trentenne nato ad Argenteuil in Val-d’Oise, era noto ai servizi di intelligence ed era un cosiddetto schedato S. Secondo quanto si apprende non ci sono vittime.

Nell’area interessata dall'incidente però è scattata una operazione della polizia. È stato evacuato il teatro de Marigny e sospeso il funzionamento delle linee 1 e 13 della metropolitana. È stata inoltre sgomberata la stazione Concorde, da cui partono le linee 1, 8 e 12 della metropolitana.


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Un giornalista di Liberation che si trovava sugli Champs Elysées al momento dei fatti, Eric Favereau, racconta di avere visto una «implosione» all’interno del veicolo che si è schiantato contro un furgone della gendermerie. «Ho visto un’implosione nell’abitacolo del veicolo fermo, con un getto di fiamma che è uscito fuori», ha raccontato. Ecco la sua testimonianza: «Erano circa le 15.45. Una colonna di camionette della gendarmerie proviene da l’Etoile e prende gli Champs-Elysées, io sono in scooter. Vanno un po’ più velocemente di me e, arrivati 300 metri prima della rotonda del Grand-Palais, vedo questa colonna ferma, con un veicolo che sembra bloccarle, un po’ di traverso. Dei gendarmi escono dai veicoli. E a quel punto vedo un’implosione nell’abitacolo del veicolo fermo, con un getto di fiamma che è uscito fuori. I gendarmi si precipitano nel loro camion per prendere gli strumenti e rompono i vetri dell’auto. Un motociclista li aiuta. Riescono ad aprire l’auto, che è ancora in fiamme. Tirano fuori un uomo e lo mettono a terra, mentre altri utilizzano gli estintori».


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Nell’auto dell’assalitore c’erano una bombola di gas, armi e cartucce. Secondo quanto riferisce una fonte della gendarmerie all’emittente France Info l’uomo aveva intenzione di fare esplodere la bombola di gas che si trovava nel suo veicolo ma non ha funzionato. La sezione anti-terrorismo della procura di Parigi ha aperto un’indagine.

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