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Francia, sollievo Ue e festa su mercati: Juncker incoraggia Macron

(Bloomberg /Christophe Morin)

Pubblicato il: 24/04/2017 20:04

L'ondata populista sembra aver rallentato la sua corsa e Bruxelles tira un grosso sospiro di sollievo, tifando apertamente per uno dei candidati alla presidenza francese, mentre i mercati finanziari ingranano la quarta. Dopo le vittorie del fronte del Leave nel referendum sulla Brexit e il successo di Donald Trump negli Usa, ma anche dopo le elezioni olandesi in cui i nazionalisti di Geert Wilders avevano fallito il colpaccio, l'ex ministro dell'Economia Emmanuel Macron, già banchiere con Rotschild (una delle più blasonate merchant bank del mondo), ha superato al primo turno delle presidenziali francesi la leader del Front National Marine Le Pen.

Insieme alle istituzioni Ue, respirano anche i mercati finanziari, che hanno messo in scena la "correzione significativa" prevista dagli esperti. Non "la madre di tutti gli short squeeze" (in gergo finanziario, un movimento al rialzo che provoca la chiusura delle posizioni corte e ulteriori spinte rialziste, ndr) che avrebbe festeggiato un ballottaggio Macron-Fillon, negli scenari di Unicredit Research, ma comunque un andamento robusto al rialzo, per la gioia di chi è 'andato lungo', come suggerito nei giorni scorsi ai clienti da qualche strategist.

I mercati festeggiano anche il fatto che finalmente i sondaggi hanno predetto il vero, smentendo i timori, circolati ripetutamente sulla stampa transalpina, che le rilevazioni sottostimassero i consensi per il Front National. A dare il 'la' è stato il presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker che, nominalmente restio a commentare risultati elettorali nazionali, "si è complimentato con Emmanuel Macron per il suo risultato al primo turno e gli ha augurato 'bon courage' (coraggio!, ndr)" per il secondo turno, ha informato già nella notte il portavoce capo Margaritis Schinas, "perché è il candidato che rappresenta" i valori europei, "per i quali ha fatto campagna".

Al pari del presidente uscente Francois Hollande, anche il commissario europeo agli Affari Economici Pierre Moscovici, francese e socialista, voterà per il candidato di En Marche!, che, ha twittato, "porta ormai i colori di tutti i democratici e di tutti i pro-europei". Per la vicepresidente della Commisssione Federica Mogherini, "vedere le bandiere della Francia e dell'Ue salutare il risultato di Macron è la speranza e il futuro della nostra generazione".

Più riflessivo il capogruppo dei Socialisti e Democratici nell'Europarlamento, Gianni Pittella del Pd, che si confronta, dopo il crollo dei laburisti olandesi il mese scorso, con il tracollo dei socialisti francesi: "Siamo delusi per il risultato di Benoit Hamon – dice Pittella – è chiaro che bisogna lanciare il cantiere della ricostruzione della sinistra. Il gruppo dei Socialisti e Democratici sarà in prima linea in questo lavoro di ricostruzione". Per Patrizia Toia, capodelegazione del Pd nell'Europarlamento, "per i socialisti francesi, ma anche per il partito socialista europeo, la sconfitta di Benoit Hamon deve essere uno spunto di riflessione. L'esperienza francese ci insegna che il populismo si batte con il coraggio del riformismo".

Anche nel Ppe c'è poca voglia di festeggiare, dopo che Les Republicains con Francois Fillon hanno mancato il ballottaggio. Il capogruppo dei Popolari nell'Aula di Strasburgo, Manfred Weber, che ringrazia il candidato gollista per l'impegno dimostrato, punta sulle legislative: "Les Republicains – scrive su Twitter – dovrebbero ora restare uniti e diventare la maggior forza nell'Assemblea Nazionale". "Dobbiamo iniziare a ridurre le distanze tra partiti e cittadini. Condannare il populismo non basta", esorta il presidente dell'Europarlamento Antonio Tajani. Se Commissione e Parlamento si sono fatti sentire, dal Consiglio Europeo, l'istituzione che rappresenta gli Stati membri, si è scelto il basso profilo, anche per motivi istituzionali: l'account Twitter di Donald Tusk, solitamente vivace, oggi è rimasto fermo.

Fuori dal mainstream, suona forte la sirena del 'rassemblement', almeno nei Verdi che, dice Philippe Lamberts, presidente del gruppo nell'Europarlamento, inviteranno a votare per Macron contro la Le Pen. Più fredda la sinistra del gruppo Gue/Ngl: "Bollando qualsiasi critica allo status quo europeo – dice la presidente del gruppo Gabi Zimmer – come quelle di Jean Luc Mélenchon, come ostili verso l'Ue, i grandi partiti di governo dimostrano chiaramente di non volere alcun dibattito su un'altra Ue o un'altra Europa".

"Finché le élite continueranno a bloccare le alternative allo status quo, la fiducia dei cittadini nel progetto europeo continuerà ad erodersi", aggiunge la Zimmer. Equidistanti i Cinque Stelle: "Non saranno né il terrorismo mediatico né quello dei mercati a condizionare il popolo francese. Il M5S dialogherà con chiunque sarà il prossimo presidente della Repubblica francese", afferma la delegazione del M5S nel Parlamento Europeo. Il vero party, in ogni caso, l'hanno fatto i mercati finanziari. L'euro è schizzato in alto nel cambio con il dollaro (a 1,0848 al rilevamento Bce, da 1,0698 venerdì scorso); le Borse europee hanno chiuso con consistenti rialzi (Londra +2,1%, Francoforte +3,4%, Parigi +4,1%, Milano +4,8%); a New York il Dow e il Nasdaq guadagnano un punto percentuale; lo spread Btp-Bund è sceso di 8 punti, a 184,9. E soprattutto il Vix (Chicago Board Options Exchange Volatility Index), l'indice della paura (misura la volatilità implicita delle opzioni sull'S&P 500), cala del 23%, rinculando ai livelli di marzo.

"Molti investitori internazionali – spiega Didier Saint Georges di Carmignac – avevano gestito il rischio di risultati estremi con strumenti opzionali. Lo smontaggio di queste posizioni da parte dei market maker contribuirà ad un rally da sollievo di breve periodo".

Gli operatori, spiega Goldman Sachs Asset Management, "erano preoccupati soprattutto di due possibili scenari: una vittoria significativa di Marine Le Pen, oppure un ballottaggio tra la Le Pen e Jean-Luc Mélenchon. Nessuno dei due scenari si è materializzato. E' probabile che il candidato centrista Macron diventi il prossimo presidente francese. Nonostante i sondaggi siano sotto scrutinio dopo le sorprese negli Stati Uniti e nel Regno Unito, i risultati del primo turno in Francia sembrano molto coerenti con i sondaggi prima del voto".

Anche gli analisti del Credit Suisse esultano per la ritrovata affidabilità dei 'polls': "I sondaggi avevano ragione! I risultati – scrivono – sono largamente come nelle attese, e pienamente in linea con le rilevazioni diffuse nelle scorse settimane. Ciò dovrebbe confortare anche per le aspettative sul secondo turno". Nicolas Forest di Candriam Investors Group rimarca che "i sondaggi hanno finalmente avuto ragione. Senza sorprese, Emmanuel Macron e Marine Le Pen sono passati al secondo turno delle elezioni presidenziali francesi, con risultati vicini ai livelli previsti. Non ci sarà quindi alcun effetto Trump o Brexit".

Il successo di Macron al primo turno viene visto come un possibile 'game changer': "La probabile vittoria di Macron – continua Forest – allontana le prospettive di crollo dell'Europa. Qualche settimana dopo le elezioni olandesi, e prima del voto inglese, questi risultati sono dunque una risposta alle paure legate al populismo". Lo "scenario da incubo" di un ballottaggio Le Pen-Mélenchon, sottolineano gli economisti di Unicredit Research, "non si è materializzato e la guida di Macron viene vista come un enorme sollievo. Nella misura in cui la sottovalutazione dell'euro/dollaro ha incorporato diversi rischi politici, il risultato francese dovrebbe fornire un catalizzatore per un riprezzamento al rialzo" del cross.

Il mercato, conferma Anthony Doyle di M&G Investments, "sta prezzando uno scenario con Macron presidente, con un grado piuttosto elevato di sicurezza". Una vittoria di Marine Le Pen, ad ogni buon conto, non si può considerare impossibile: "Anche se una vittoria di Le Pen non può essere esclusa, i sondaggi attuali suggeriscono che Macron sia il favorito. Abbiamo quindi tagliato la nostra stima della probabilità di una vittoria di Le Pen dal 40% al 25%", spiega Mark Haefele Global Chief Investment Officer di Ubs Wealth Management.

"Con Macron fortemente favorito nel testa a testa dei sondaggi rispetto a Le Pen – dice Timothy Graf, responsabile Macro strategy di State Street Global Markets – sembra più probabile che gli scenari di mercato negativi, incorporati nei prezzi nelle ultime settimane, siano destinati a svanire tra adesso e la fine delle elezioni". Per BofA-Merrill Lynch, "la reazione dei mercati non si concentrerà tanto sulle questioni francesi, quanto sul significato di queste elezioni per la continuazione dell'unione monetaria europea. La sopravvivenza dell'area euro, finora largamente dipendente dalla politica monetaria della Bce, dipende dalla capacità della Francia e della Germania di concordare una seconda fase della costruzione europea, che comprenda una qualche forma di unione sul piano del bilancio".

Ora, al di là del secondo turno che si terrà il 7 maggio, i mercati guardano alle prossime scadenze politiche: elezioni l'8 giugno in Gran Bretagna, elezioni politiche in Germania in settembre e in Italia prima della prossima primavera (con le primarie del Pd ormai vicinissime). L'attenzione è ora destinata a concentrarsi sul "miglioramento dell'economia dell'Eurozona e sulla prospettiva che la Bce inizi a ritirare gli stimoli di politica monetaria", prevede Doyle di M&G. Un evento finanziario, il cosiddetto 'tapering', che ha importanti implicazioni per un Paese indebitato come l'Italia, ma che almeno per ora non è imminente: la riunione di giovedì della Bce, per Marco Valli di Unicredit Research, "sarà probabilmente piuttosto priva di eventi: malgrado solidi dati sulla crescita, non ci aspettiamo nuovi annunci di politica monetaria, né alcun rilevante cambiamento di linguaggio" da parte dell'Eurotower.

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