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Ha chiesto scusa per l’esultanza, Danilo Cataldi. Il centrocampista del Genoa ha risposto alle critiche della Curva Nord biancoceleste. Il settore più caldo del tifo laziale, infatti, lo aveva rimproverato per aver partecipato in maniera eccessiva ai festeggiamenti in occasione del 2-1 di Pandev, durante la gara contro la Lazio. Il mediano rossoblù, arrivato alla corte di Juric lo scorso gennaio in prestito dal club di Lotito, ha voluto precisare alcuni concetti.

Attraverso il proprio profilo Instagram, Cataldi ha scritto: «La Lazio per me non è e non sarà mai un semplice club. È una famiglia, una casa nel mio cuore in cui sono entrato quando avevo 12 anni. E non dimenticherò mai ogni momento vissuto con il biancoceleste addosso e con l'aquila sul petto. Grazie alla Lazio, da bambino sono diventato uomo. E soprattutto professionista. La carriera di un calciatore è anche questo, sono orgoglioso dell'opportunità di giocare nel Genoa che ha creduto in me, di proseguire il mio percorso di crescita in una società così importante. Oggi, Cataldi dà l'anima per il Genoa, come ha sempre fatto, e se ci sarà la possibilità continuerà a fare per la Lazio. Senza voler mancare di rispetto a nessuno, sia da parte mia che della mia futura moglie, che, come giusto che sia, tifa e tiferà sempre la maglia che indosso. Questo è il mio percorso, con la testa al Genoa; come da sempre e per sempre grato e legato ai colori biancocelesti. Un abbraccio a tutti! Danilo».

Un messaggio d’amore da parte del centrocampista classe ’94, entrato nel giro della Nazionale di Ventura e membro della spedizione che parteciperà ai prossimi Europei in Polonia con l’Under21 di Di Biagio.

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