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I partiti populisti sono -per loro natura- assai vulnerabili alla strumentalizzazione.

Non è un caso che le grandi potenze come gli Usa e la Russia o il Vaticano abbiano seguito sempre con grande attenzione il presentarsi sulla scena politica nazionale di partiti populisti che riscuotono un grande successo.

Intanto perché occorrerà prima o poi avere a che fare con loro e poi perché appunto sono manipolabili e plasmabili, soprattutto quando non hanno ancora raggiunto il potere.

Un esempio recente c’è stato anche in Italia e riguarda l’apparizione di Antonio Di Pietro sulla scena politica nazionale dopo la vicenda di Mani Pulite del 1992 e la fine della cosiddetta Prima Repubblica.

Italia dei Valori (IdV) è stato un laboratorio politico che ha incubato i Cinque Stelle e l’amicizia tra Di Pietro e Grillo, come noto, è molto salda tanto da poter far pensare ad un ruolo governativo dell’ex magistrato di Mani Pulite, magari come Ministro della Giustizia o degli Interni ruolo che del resto gli offrì inutilmente anche Silvio Berlusconi.

IdV subì l’attenzione interessata di vari soggetti e alcuni internazionali. Ci furono interessi da parte di Usa e Russia (da poco rinata sulle ceneri dell’Unione Sovietica) e chi scrive ne è stato testimone facendo parte della dirigenza di quel partito.

Non si trattò di ingerenze clamorose (a parte qualche voce mai confermata ufficialmente) -si badi bene- quanto piuttosto di un atteggiamento culturale di interesse diffuso, di inviti a convegni, di contatti, di tentativi di approcci, di benevolenza interessata.

Personalmente ricordo l’interesse del Regno Unito e di Israele (con gli Usa appena dietro) per le tematiche ambientali ed energetiche di cui allora mi occupavo.

Anche la Chiesa Cattolica era molto attenta soprattutto tramite inviti a lavori sui Cambiamenti climatici della Pontificia Accademia delle Scienze e della sensibilità ambientale di Papa Ratzinger, Benedetto XVI.

Non mancavano naturalmente personaggi più o meno vicini all'area dei "servizi" che ufficialmente si occupavano di ambienteed energia.

E ciò avvenne in due fasi: la prima con il “movimento IdV” non ancora cristallizzatosi in partito vero e proprio (cosa che avvenne a Sansepolcro nel 1998) e poi quando IdV cresceva impetuosamente nel 2008 – 2012.

E questo sta avvenendo ora con il M5S con la differenza che IdV al massimo del suo fulgore raggiunse il 10% dei consensi mentre Grillo supera il 30% e di fatto ha portato a termini il progetto iniziato da Antonio Di Pietro (presente al convegno di Casaleggio jr a Ivrea di qualche giorno fa).

Da qui l’interesse per il M5S sia della Russia che degli Usa oltre che della Chiesa Cattolica tanto che Grillo ha rilasciato da poco una intervista al quotidiano dei Vescovi e cioè Avvenire con l’indicazione di una seconda puntata.

La Chiesa ha avuto un rapporto altalenante con i Cinque Stelle: buono all’inizio, negativo nel mezzo a causa della gestione del Giubileo da parte della sindaca di Roma Virginia Raggi e poi di nuovo buono con Di Maio e fidanzata alla Messa pasquale a Piazza San Pietro e appunto l’intervista di Grillo.

Come evolverà la storia?

Non sappiamo.

Quello che però possiamo dire è che seguirà più o meno la linea di IdV e che quindi se Grillo vorrà prendere davvero il potere in Italia dovrà stare molto attento a non ripeterne gli errori e cioè l’entrata massiccia di personale politico squalificato e poco competente e una componente di litigiosità che se è vero è sostanzialmente connotata a tale tipo di movimenti è anche vero che deve essere mediata e controllata dal “capo” per evitare scissioni come già è avvenuto nel Movimento di Grillo.

Se Grillo saprà mediare queste forze spesso antitetiche avrà delle possibilità di costruire una compagine governativa ma occorrerà che studi ed impari bene la quello che è accaduto a IdV se vorrà tentare l’impresa.

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