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(ANSA) – MILANO, 19 APR – L'archeologa incinta Rosamund Gale e Ragazza, giovane donna dei Neanderthal che deve trovare un compagno per salvare la sua specie in via di estinzione.
Separate da millenni, le due figure femminili sono accomunate dall'esperienza della maternità e dallo stesso amore per la vita. Questa sottile e per certi versi misteriosa linea di continuità tra preistoria e storia è l'anima de 'L'ultima dei Neanderthal', il romanzo che arriva in libreria il 20 aprile per Sem, con cui la canadese Claire Cameron si fa conoscere in Italia e con cui sarà domani a Tempo di Libri, nel giorno d'apertura della nuova Fiera milanese dell'editoria italiana.
"Molte cose sono cambiate rispetto ai tempi antichi ma i nostri corpi rispetto alla maternità sono molto simili a come erano 40 mila anni fa. Anche se i tassi di mortalità sono di gran lunga inferiori i meccanismi di nascita di un bambino non sono molti diversi da 40 mila anni fa" dice all'ANSA la Cameron, 42 anni, autrice del pluripremiato bestseller 'The Bear', che vive a Toronto con il marito e due figli.
"Mentre aspettavo il mio secondo figlio ho avuto un'intuizione. Il medico si rese conto che il cordone ombelicale era avvolto due volte intorno al suo collo. Come spingevo potevo strangolarlo. Anche se lui stava bene allo stesso tempo era in grave pericolo perché la sua capacità di respirare si stava esaurendo. Avrei potuto essere in preda al panico, ma invece ho pensato a come il mio corpo si stava adattando alla situazione.
Tante donne si sono trovate nel tempo nella stessa condizione e ho sentito che era come se io tenessi la mano della donna prima di me e lei quella della donna che la ha preceduta. E così via.
Ho sentito un collegamento psichico con il nostro passato" racconta la Cameron. In fondo sono l'amore e la passione vissuta attraverso i millenni al centro di questo libro ispirato al ritrovamento nel 2007, vicino a Mantova, di una sepoltura del neolitico con gli scheletri di due amanti uno accanto all'altro. "La loro posizione testimoniava una comunicazione complessa fra i due, qualcosa che avevo sempre pensato si fosse perduto nel tempo" racconta l'autrice.
"Come scalatrice, escursionista e canoista, ho trascorso un sacco di tempo in viaggio in mezzo alla natura e quando sono fuori per lunghi periodi di tempo mi accorgo che la mia mentalità cambia. Passo molto meno tempo a interrogarmi su chi sono o perché esisto. Esisto per arrivare in cima della montagna o per cucinare la cena, o per raggiungere il fiume per rifornirmi dell'acqua di cui ho bisogno. Sento che il mio scopo è chiaro. Così come lo è quello di Ragazza. Lei non pensa che la sua mente e il suo corpo siano separati. Hai presente quando parli a te stesso, forse sei arrabbiato per qualcosa che hai fatto e ti rimproveri? Ragazza non capirebbe questo. Si chiederebbe, con chi stai parlando?" spiega l'autrice.
Questa Ragazza preistorica con un ciuffo rosso e un corpo robusto, la Cameron la ha immaginata "come una persona – dice – che vive per la sua famiglia, per mangiare, dormire e per stare al caldo. Ma volevo anche trasmettere la sua energia, farla appassionata e coraggiosa" come l'archeologa Rosamund, chiamata Rose. E se è vero che il suo romanzo è basato sulla "nuova visione scientifica dei Neanderthal in cui piuttosto che incivili, pelosi, creature simili a orchi, sono i nostri cugini più vicini" quello che interessa alla Cameron è raccontare quelle cose impalpabili che i dati archeologici o scientifici non possono dirci. "Molti di noi hanno ereditato fino al 4% del Dna dei Neanderthal ma gli scienziati non possono speculare troppo oltre le prove disponibili. Un romanziere invece può seguire il vagare dell'immaginazione".
"Volevo tenermi lontana dallo stereotipo per cui i Neanderthal sono uomini incivili. Noi spesso chiamiamo le persone che sono politicamente arretrate Neanderthal e suppongo che la situazione attuale alla Casa Bianca incoraggi a pensare questo, ma ci sono molte cose che non conosciamo sui Neanderthal. Sappiamo che circa la metà di loro erano donne" sottolinea l'autrice convinta che la vita nei tempi antichi non fosse necessariamente migliore o peggiore ma differente.

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