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Torna in Aula alla Camera il disegno di legge sul Biotestamento.

LA DIRETTA

Un centinaio gli emendamenti da votare, mentre si riaccende la polemica in merito all'articolo della legge che prevede la possibilità di disporre la sospendere di nutrizione e idratazione artificiale per il momento in cui non si fosse più capaci di intendere, con gli ospedali cattolici che equiparano tale opportunità, se "non giustificata", alla pratica dell'eutanasia.

Per l'associazione delle strutture sanitarie cattoliche (Aris), non si può infatti condividere il fatto che nutrizione ed idratazione "siano ascritte alla determinazione del paziente e rese indisponibili alla responsabilità del medico". L'Aris ribadisce quindi la sua "adesione ai principi ispirati da Papa Francesco per cui idratazione e alimentazione artificiali sono da somministrare al malato quando non risultino troppo gravose o di alcun beneficio, ma la loro sospensione non giustificata sarà considerata dalla Chiesa un atto di eutanasia".

Il ddl – il cui esame è iniziato ad aprile, con varie interruzioni – resta di scottante attualità dopo i casi di eutanasia assistita in Svizzera da parte di cittadini italiani aiutati da dirigenti dell'Associazione Coscioni.

Nella maggioranza è emersa la contrarietà dei deputati di Ap (tranne l'ex socialista Fabrizio Cicchitto, favorevole anche al suicidio assistito). Perplessi anche alcuni cattolici del Pd. Ma il disegno di legge potrebbe passare con i voti dei cinque stelle. Restano ancora da votare un centinaio di emendamenti, anche se i tempi per intervenire stanno per esaurirsi. Il ddl, di 5 articoli, prevede che per depositare le proprie disposizioni sul fine vita ci si dovrà rivolgere a un notaio o pubblico ufficiale, ma sarà possibile farlo anche davanti a un medico del Servizio sanitario nazionale. Le volontà sono sempre revocabili ed ognuno potrà disporre il rifiuto dei trattamenti sanitari, incluse la nutrizione e l'idratazione artificiali.

Il TESTO sulle 'disposizioni anticipate di trattamento' è composto di cinque articoli e regolamenta le decisioni sul fine-vita. In base ad esso "ogni persona maggiorenne e capace di intendere e di volere, in previsione di una propria futura incapacità di autodeterminarsi può, attraverso disposizioni anticipate di trattamento (« DAT »), esprimere le proprie convinzioni e preferenze in materia di trattamenti sanitari nonché il consenso o il rifiuto rispetto a scelte terapeutiche e a singoli trattamenti sanitari ivi comprese le pratiche di nutrizione e idratazione artificiali. Può altresì indicare una persona di sua fiducia (« fiduciario ») che ne faccia le veci e lo rappresenti nelle relazioni con il medico e con le strutture sanitarie.

E' dal 2013 che si parla dell'argomento alle Camere. Diverse le proposte di legge depositate in Parlamento. Tra le altre una petizione popolare che è stata depositata in Parlamento il 13 settembre 2013.

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