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ROMA – Antonio Cassano torna a giocare. Questa volta non si tratta di una “cassanata” perché Antonio Cassano ha voglia sul serio di tornare a giocare a calcio. Vuole rientrare nel calcio che conta però anche se…

Antonio Cassano torna a giocare

Si confessa al quotidiano “Secolo XIX” l’ex enfant prodige del calcio italiano. Genio e sregolatezza per antonomasia, Antonio Cassano ha voglia di calcare nuovamente i campi di calcio che contano perché convinto di poter fare ancora la differenza nella massima serie. “Il Verona in Serie A mi intriga molto, al pari di Bologna o Udinese, l’importante è che sia in Serie A perché posso ancora fare la differenza”, ha candidamente ammesso proponendosi. In caso non dovessero arrivare offerte dai presidenti, l’ex blu cerchiato ha anche la soluzione. L’Entella. “È l’unica eccezione per cui accetterei la Serie B. Ho un rapporto di grande amicizia, stima e affetto con il presidente Gozzi”. L’ormai 35enne calciatore si tiene in forma pronto al suo ennesimo debutto. Aspettando l’occasione si allena “ogni giorno alla Riattiva di Chiavari per restare in forma e soprattutto per non prendere peso. Voglio ripartire tra un paio di mesi perché lo stimolo è forte e voglio tornare a volare. Pensavo che il campo mi mancasse di più, ma dentro di me so che si tratta solo di pochi mesi”.

Antonio Cassano i presidenti e i tifosi

Per chi ha sempre giocato, dentro e fuori dal campo, sul filo del rasoio normale è stato il non intendersi sempre con i presidenti e con i tifosi. Cassano ha litigato praticamente con tutti i dirigenti che lo hanno ingaggiato anche se la storia oggi sembra diversa. “Non posso averla con Ferrero, uno che un giorno ti dice una cosa e il giorno dopo un’altra. Per me il vero presidente è Romei. Ai tifosi che mi criticano attraverso i social gli dico di andarsi a rivedere quello che ho fatto nei 3 anni con loro. La gente quando mi incontra per strada mi saluta”, ha dichiarato al Secolo XIX riferendosi alla Sampdoria. Sul presidente della Entella, invece, grandi parole di affetto e stima. “Ho un grande rapporto di stima e affetto con il presidente Gozzi, il quale mi ha fatto interessanti proposte sia per il presente che per il futuro. Portare l’Entella in A sarebbe l’unico miracolo possibile da compiere per chiudere la mia carriera”. Allora non ci resta che sperare nel miracolo perché il calcio italiano ne ha, ancora, tanto bisogno.

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