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In Polonia gli insegnanti sono in stato d'agitazione dalla settimana scorsa, e in media almeno il 40 per cento delle scuole sono colpite dallo sciopero. I docenti, un gruppo molto ben organizzato e appoggiato dai genitori dei giovani, protestano contro la riforma dell'istruzione voluta dal governo nazionalconservatore liberamente eletto della premier Berata Szydlo. La riforma comporta la soppressione della scuola media, quindi – denunciano i professori – migliaia di licenziamenti, e a detta di Ryszard Petru, leader del principale partito d´opposizione, Nowoczesna (i moderni) "lo sciopero è il grido di disperazione contro i piani del governo che vogliono rendere la formazione dei giovani polacchi più ideologica, ovvero legata alle idee di Diritto e Giustizia (Prawo i Sprawiedlywosc, il partito di maggioranza assoluta).

In base alle leggi polacche, gli insegnanti non possono scioperare per motivi politici né per protestare contro i contenuti culturali dell'insegnamento. Dunque ufficialmente il primo motivo dell'agitazione è la lotta contro il pericolo di licenziamenti in massa, insieme alla richiesta di aumenti delle loro basse retribuzioni. Ma insegnanti e genitori, in contatto nei quartieri e online sui social forum, condannano anche quella che definiscono la totale mancanza di trasparenza dei progetti di riforma del governo.

Attualmente, in Polonia, i giovani frequentano cinque anni di scuola elementare, poi tre di scuola media, poi si passa alla scelta delle superiori o tecniche. Adesso il governo, seguendo in parte il sistema in vigore da decenni in Germania, vuole unificare i primi otto anni di scuola abolendo la distinzione tra elementari e medie. E dopo l´ottavo anno, verrà la scelta tra liceo o scuola tecnica per quattro anni, fino all'esame di maturità. La ministra della Pubblica istruzione, Anna Zalewska, non ha ancora aperto un dialogo diretto con gli insegnanti sulla loro protesta. Nei giorni scorsi era a Edimburgo dove a un convegno internazionale ha sottolineato "il successo del progetto di riforma scolastica polacca". L´esecutivo afferma che col nuovo sistema la pubblica istruzione diverrà ben più efficiente.

Insegnanti, genitori e media critici denunciano molti punti della riforma. A cominciare dalla probabile diminuzione di ore di lezione di Storia a vantaggio di quelle di sport ed educazione fisica. I più pessimisti temono anche una correzione politicizzaza dei libri di Storia, come è avvenuto in Ungheria. Lo sciopero, data la forza degli insegnanti e i loro ottimi rapporti con le famiglie dei ragazzi, può diventare un fastidioso tema politico per la maggioranza assoluta.

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