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Il dado è tratto. Al via la trasformazione della Lega da movimento nordista, regionale e federalista a partito nazionale e sovranista, sul modello del FN di Marine Le Pen e di Russia Unita di Vladimir Putin. Con una decisione inattesa Matteo Salvini, al termine del Consiglio federale riunitosi in via Bellerio a Milano, ha annunciato che "la Lega va a congresso per prepararsi alle elezioni politiche che speriamo ci siano il prima possibile, per aggiornare, potenziare e rilanciare il nostro programma di governo, per coinvolgere tutti i nostri splendidi militanti, senza numeri truccati o inventati".

Il leader leghista ha confermato che la decisione del congresso, che ci sarà domenica 21 maggio, probabilmente in Veneto, è stata presa oggi dal consiglio federale del movimento su proposta dello stesso segretario federale. "E' un congresso di rilancio e rafforzamento che sarà caratterizzato da un grande momento di ascolto di tutti i militanti. Sono pronto a girare provincia per provincia prima del congresso". Salvini, stanco dei continui attacchi di Umberto Bossi, ormai su tutta la linea e quasi quotidiani, ha deciso di convocare il massimo organo del Carroccio per riottenere una legittimazione popolare alla guida della Lega e per candidarsi ufficialmente a Palazzo Chigi.

Il congresso era stato rinviato nella speranza che le elezioni politiche fossero a giugno, o a settembre, ma ormai è evidente che prima di febbraio gli italiani non saranno chiamati alle urne. E quindi c'è tutto il tempo per procedere con un passaggio decisivo e storico. Molto probabilmente – secondo quanto risulta ad Affaritaliani.it – verrà tolto dall'Articolo 1 dello statuto la dicitura "indipendenza dalla Padania" e, forse, dal simbolo verrà eliminata la parola Nord. Non a caso, ormai da tempo, lo stesso Salvini non parla più di Lega Nord ma, come si vede dal comunicato di oggi, semplicemente di Lega. E' chiaro che questo passaggio si lega alla strategia di sbarcare in modo serio al Sud, dopo il contestato comizio a Napoli. Non a caso la Lega sarà presente alle Comunali a Palermo e alle Regionali in Sicilia del prossimo autunno.

E' molto probabile che Bossi non verrà riconfermato presidente del partito, carica comunque priva di poteri ma pur sempre significativa. E' evidente che con il Senatùr si arriverà allo scontro ma Salvini sa che praticamente tutti i massimi dirigenti, Giorgetti in testa, stanno con lui al 100%. Tra gli invitati ci sarà certamente Giorgia Meloni, mentre è ancora un punto interrogativo la presenza all'assise leghista di Silvio Berlusconi (certamente ci saranno Giovanni Toti e Daniela Santanchè). La partecipazione o meno dell'ex Cavaliere al congresso sarà dirimente per capire se e come il Centrodestra riuscirà a trovare un'unità in vista delle elezioni politiche.

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