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All'ultimo Consiglio europeo, di fronte alle richieste dei Paesi dell'Est di intervenire sui prodotti alimentari non omogenei che verrebbero venduti nei loro Paesi, Jean-Claude Juncker ha proposto di istituire un "corpo di polizia" con "ispettori del gusto" per verificare se la qualità della Nutella e di altre leccornie sia la stessa in tutti gli Stati membri. L'idea, provocatoria, del presidente della Commissione europea emerge da un documento stilato in vista del summit Ue del 9 marzo scorso, di cui l'AGI è entrata in possesso, e da quanto riferito da fonti a conoscenza delle discussioni.

La questione dei diversi standard qualitativi per i prodotti alimentari era arrivata sul tavolo dei leader dei Ventotto su pressione di diverse capitali dell'Europa orientale, secondo le quali prodotti come la Nutella, il Nescafè, la mostarda di Digione o il Toblerone, che si trovano in tutti i supermercati europei con confezioni identiche, in realtà hanno contenuti diversi da Paese a Paese. La proposta di Juncker di un "corpo di polizia" della Nutella sarebbe stata avanzata come tattica negoziale, per evitare che gli Stati membri chiedessero alla Commissione di assumersi compiti che non sono previsti dai trattati e dal resto della legislazione Ue. "Tocca gli Stati membri applicare le regole in questo settore", spiega una fonte europea.

Il 6 marzo, a tre giorni dal vertice, Juncker aveva inviato due opzioni al presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, per inserire quella prescelta nelle conclusioni dei capi di Stato e di governo. Nella prima opzione per affrontare la questione dei prodotti alimentari non omogenei, Juncker suggeriva di affidare alla Commissione un ruolo di mediatore per "aiutare gli Stati membri ad applicare le regole Ue esistenti dato che sono gli Stati membri che in questo settore hanno la responsabilità di appliicare le regole sull'etichettatura degli alimenti e di proteggere i consumatori", spiega la fonte. In questa ipotesi, Juncker ha anche evocato la possibilità di attivare "il network di Cooperazione per la protezione dei consumatori in cui tutte le autorita' nazionali" sono rappresentate in modo da "assicurarsi che gli Stati membri possano cooperare nelle indagini" sui prodotti non omogenei.

Nella seconda opzione – che secondo la fonte è stata ribattezzata "polizia della Nutella" – Juncker ha proposto la creazione di "un'Agenzia europea di protezione dei consumatori centralizzata, equipaggiata con tutte le risorse, gli strumenti e i poteri di applicazione diretta" delle regole. Nelle discussioni con Tusk – rivela la fonte – Juncker ha parlato della possibilità di avere "ispettori del gusto" da inviare sul terreno per testare i prodotti, verificando se il sapore e la qualità siano gli stessi nei diversi Paesi Ue. Nella discussione con Tusk e gli altri leader, a Juncker sarebbe stato chiesto se la proposta di una polizia della Nutella fosse "uno scherzo", racconta la fonte. Il presidente della Commissione avrebbe risposto che era la conseguenza "estrema" della richiesta avanzata dai Paesi dell'Est. Alla fine, ovviamente, è passata l'opzione minimalista e i leader hanno accolto "positivamente la decisione della Commissione di affrontare la questione del doppio standard qualitativo dei prodotti alimentari nel mercato interno in seno al Forum di alto livello per un migliore funzionamento della filiera alimentare".

La provocazione di Juncker aveva un obiettivo politico: ridurre il divario tra le aspettative su quanto l'Ue può fare laddove non ha poteri e competenze. Nel Libro Bianco sul futuro dell'Europa presentato a inizio marzo, il presidente della Commissione insiste più volte sul "divario tra le aspettative e la capacità dell'Ue di soddisfarle". Prendiamo l'esempio della disoccupazione giovanile: malgrado i numerosi vertici ad alto livello e le misure di sostegno adottate dall'Ue – si legge nel testo del Libro Bianco – gli strumenti e i poteri sono ancora in mano alle autorità nazionali, regionali e locali. Le risorse disponibili a livello europeo in campo sociale rappresentano solo lo 0,3% di cio' che gli Stati membri spendono complessivamente in quel settore".
Nel Libro Bianco, la Commissione ipotizza la creazione di un'Agenzia europea per le automobili, incaricata di "far applicare le norme" sulle automobili connesse o di imporre sanzioni e indennizzi per le imprese che violano le regole sulle emissioni, come nel caso del Dieselgate che ha colpito Volkswagen.

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