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Israele ha inaugurato il suo nuovo sistema di difesa aerea “Fionda di David”. Ora dispone di una difesa “a tre strati” in grado di rispondere a tutti i tipi di attacchi dal cielo. La “Fionda di David” è progettato per intercettare missili a medio raggio. Israele dispone già dell’Iron Dome contro razzi, proiettili di artiglieria e missili a corto raggio. L’Arrow-3, infine, è progettato per colpire missili balistici a lungo raggio.

Colmato l’ultimo gap

L’inaugurazione, con il sistema dichiarato “pienamente operativo” dopo che lo scorso marzo aveva superato l’ultima serie di test, è avvenuta alla base militare di Hatzor alla presenza del premier Benjamin Netanyahu, il ministro della Difesa Avigdor Lieberman e il Capo di Stato maggiore Gady Eisenkot. La “Fionda di David” colmerà il gap fra l’Iron Dome e l’Arrow-3 ed è pensato anche per neutralizzare l’arsenale dell’Hezbollah libanese che ora disporrebbe dei missili a medio raggio Scud-Burkan e nuovi potenti razzi M-600.

“Chi ci minaccia sarà distrutto”

Netanyahu ha spiegato che “ora stiamo aggiungendo un importante nuovo strato alle difese di Israele ma avverto che tutti quelli che stanno cercando di farci del male saranno battuti, tutti quelli che minacciano la nostra esistenza mettono la loro stessa esistenza in pericolo”. Gli ha fatto eco Eisenkot sostenendo che le forze armate israeliane continueranno a sviluppare “mezzi di difesa e di attacco”.

Attacchi su più fronti

Il sistema “Fionda di David” è dotato di un MMR (multi-missile radar) che trasferisce i dati in tempo reale a un centro di controllo del fuoco che calcola le traiettorie dei possibili bersagli. I tre sistemi integrati sono pensati anche per controbattere a eventuali attacchi su più fronti. Uno degli scenari prevede infatti un possibile attacco con Scud dalla Siria e missili Shihab dall’Iran, e M-600 dal Libano e razzi a corto raggio Qassam e Katyusha dalla Striscia di Gaza.

Gli analisti militari però avverto che ormai Hezbollah è in grado di lanciare fino a 1000 missili in un solo giorno e anche il sistema “a tre strati” difficilmente riuscirebbe a intercettarli tutti.

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