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Si è concluso il terzo fine settimana del festival Printemps dea arts di Montecarlo, una tre giorni all’insegna di musica e performances innovative efuori dagli schemi.

Un festival che riunisce un universo di spettacoli indimenticabili attraverso una moltitudine di idee che hanno come filo conduttore quello di "rivoluzionare l'ascolto". Parola di Marc Monnet, dal 2003 direttore artistico del festival, che in questi anni ne ha cambiato l'impostazione, l'organizzazione e soprattutto la filosofia che ne sta dietro. Per Monnet "l'abitudine è mortale" e per questo il suo festival è un mix di classico, contemporaneo e di format originali, di "spazi che rivoluzionano l'ascolto" e che stupiscono il pubblico. Perché "la visione di luci e suoni è un forte stimolo accanto a quello della musica" che coinvolge le persone, anche i più giovani che rappresentano "il pubblico del futuro".

Parola chiave della kermesse monegasca è appunto la scoperta dei giovani talenti. Da Parigi alla Cambogia passando per l'Africa, il direttore artistico del festival va alla ricerca del vero talento affidandosi – a volte – anche a canali meno convenzionali, come YouTube. In quest'ottica si inserisce la volontà di ospitare al festival giovani talenti e studenti delle scuole di musica e dei conservatori per esibirsi accanto a rinomati artisti di fama internazionale.

Concepito per sorpresndere, "Corpi e suoni in movimento” è il percorso che si è articolato in vari concerti e performance dislocate in punti diversi dell’Auditorium Rainier III, svoltosi nella giornata conclusiva del weekend. Quattro ore di musica a fruizione itinerante che si sono susseguite tra una donna mangia fuoco a cavallo, la performance dei giovani studenti della scuola Superiore di danza di Cannes "Mougins Rosella Hightowere", l'esibizione di pole dance contemporanea e tre prime assolute tra cui quella tutta italiana di Francesco Filidei ispirata all’omonima collezione della fotografa statunitense Francesca Woodman: Sull’essere angeli. Il brano, commissionato dal festival, è stato eseguito dall’Orchestre Philharmonique de Nice diretta da Pierre-André Valade e con Mario Caroli solista al flauto.
Ed è proprio l'esecuzione di prime assolute nella cornice del festival che dimostra la grande attenzione che la rassegna diretta da Marc Monnet dedica ai linguaggi della contemporaneità. Tra le prime esecuzioni assolute commissionate dal festival vanno menzionate anche Aquateinte, concerto per oboe e orchestra di Michael Jarrel (17 marzo), Mazeppa, ou l’amoureuse échappée di Patrick Marcland (19 marzo), Hondar di Ramon Lazkano e Move 03 di Miroslav Srnka (2 aprile).

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